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immagine di ragazzo che allarga le braccia, libertà. - Marino Baccarini

Identità aziendale: come crearne una dal niente.

Questo è il primo di una serie di tre articoli che i neo-imprenditori, come preferiscono essere chiamati oggi, gli “startupper”, dovrebbero leggere con attenzione o, almeno, considerare come una parte importante di un corso in business management gratuito. Argomento: l’identità d’impresa ovvero come e perché ogni azienda ne ha una, anche quando nessuno ha pensato a crearla.

First things first ovvero cominciamo dell’inizio.

I primi tempi (oggi preferisco non parlare di anni) di un’azienda sono caratterizzati dagli sforzi di emergere e distinguersi in un mercato molto competitivo che richiede attenzione continua. Anzi: diciamo pure maniacale. E’ difficile, a detta soprattutto dei piccoli imprenditori, trovare tempo o strategie per distinguersi e farsi conoscere.
Ecco il punto: farsi conoscere.

Nonostante la pressione quotidiana alla quale un’impresa è sottoposta nel corso dei primi tempi di vita, lo sforzo maggiore di un bravo imprenditore, deve essere rivolto a identificare l’identità dell’azienda, il primo passo nella costruzione del proprio spazio all’interno del mercato e della società.

In verità, se un’azienda è la concretizzazione di un sogno, di un progetto, del desiderio di una o più persone, l’identità aziendale dovrebbe essere già espressa nell’idea stessa del suo fondatore. Perciò dovrebbe essere relativamente semplice individuare la natura, la ragione, il perché deve essere avviata un’impresa con caratteristiche precise.

Nella realtà questo accade poche volte. Raramente ho incontrato imprenditori che alla domanda: “Perché ha deciso di aprire proprio questo tipo di attività?” hanno risposto raccontando che era il loro desiderio di ragazzi, che avevano un sogno nel cassetto fin da bambini, oppure che si sono innamorati della futura moglie sotto un gazebo di bambù perciò hanno deciso di aprire una fabbrica di arredamento per esterni.

Per questa ragione ogni imprenditore dovrebbe passare un po’ di tempo per riflettere su ciò che vuole realizzare con la sua attività e sui perché.

Quali sono le domande che ogni imprenditore dovrebbe porsi ancora prima di registrare una srl o di aprire la Partita Iva?

Pensando a se stesso/a:

  1. Quali desideri voglio esaudire?
  2. Quale sogno voglio realizzare?
  3. Che cosa voglio che rappresenti la mia impresa per me?
  4. Quali obiettivi personali voglio raggiungere con la mia impresa?
  5. Ci sono altri settori, dove vorrei realizzarmi, oppure ho un talento specifico?

Pensando al mercato: :

  1. Quali problemi specifici hanno le persone che io voglio aiutare a risolvere nel mio settore?
  2. Quali esigenze voglio soddisfare con il mio talento o professionalità?
  3. Quali soluzioni voglio offrire ai potenziali clienti?
  4. Che cosa voglio che la mia azienda rappresenti per gli altri e non solo per il mercato?
  5. Voglio produrre direttamente o rivendere prodotti e servizi?
  6. Quali obiettivi voglio che la mia attività raggiunga per il mercato e la società?
  7. Potrei soddisfare i miei desideri solo lavorando in prima persona e producendo direttamente, oppure potrei offrire soluzioni e servizi acquistando prodotti e servizi realizzati da altri?
  8. Voglio farlo offline, nel mondo “reale” oppure solo online?

Le risposte a questo genere di domande fanno emergere l’identità aziendale.

L’identità d’impresa scaturisce dalle risposte che ogni imprenditore riesce a dare alle domande fondamentali che riguardano se stesso, i propri sogni e desideri e ciò che vuole fare, come e perché vuole farlo e, soprattutto, cosa cerca il mercato e come poter soddisfare la domanda.

Se l’impresa non si preoccupa di definire la propria identità aziendale, qualcun altro lo farà, spesso, sbagliando. Il passaparola può aiutare il successo di un’attività ma servire anche ad affossarla. Attraverso il passaparola, le persone condividono informazioni e giudizi sulle imprese.

Un’attività senza identità aziendale, potrebbe essere giudicata negativamente anche senza volerlo, (ha prodotti costosissimi oppure di prezzo basso ma di scarsa qualità, non ha un servizio clienti oppure è pessimo, i dipendenti si lamentano in pubblico dell’ambiente di lavoro e la dirigenza o il titolare gode di dubbia reputazione fra i fornitori o le banche). Queste voci possono minare le fondamenta di un’azienda e definire o ridefinirne l’identità quando questa non è stata progettata accuratamente e monitorata costantemente. Ecco perché ogni azienda ha la propria identità aziendale, anche quando nessuno l’ha progettata.

Su Internet esistono diverse definizioni di “identità aziendale”: chi la scambia con la “marca” o brand, chi confonde il lettore parlando indifferentemente di immagine coordinata, immagine aziendale e identità visiva, chi consiglia le imprese di usare Internet per “comunicare i pregi di un’azienda e le caratteristiche che la contraddistinguono”.

In questo modo, si spingono gli imprenditori a concentrare tutti i pensieri e le risorse, nello sviluppo e nella promozione di prodotti e servizi prima di tutto, dimenticando che prima dei prodotti e dei servizi, oggi, viene la domanda, il cliente, le sue esigenze, i suoi problemi, i suoi interessi, le sue aspettative. E dall’analisi di questi elementi nascono le soluzioni, i prodotti, i servizi.

E’ uno scarto mentale pazzesco, ne sono consapevole, un salto nel vuoto vertiginoso, un cambiamento di mentalità che spaventa, incute timore e genera confusione, ma è così che le imprese possono avere successo oggi.

Conclusione

All’indomani della seconda guerra mondiale, ogni impresa, potenzialmente, poteva aveva successo, in pratica i mercati non esistevano, paradossalmente due aziende che producevano prodotti identici potevano differenziarsi anche solo per il colore del prodotto e avere clienti. Il prodotto veniva prima della domanda, prima dei desideri del cliente, perché, in effetti, non c’erano prodotti e la ricostruzione consisteva anche nel ricreare il tessuto economico e produttivo degli stati e, non dimentichiamolo, chi lavorava in marketing e comunicazione, aveva ben poco da fare. La pubblicità e i prodotti di massa dovevano ancora svilupparsi. Il concetto di identità aziendale praticamente non serviva perché non esistevano due aziende identiche o il concetto di “diversificazione” era di là da venire.

Pensi che oggi sia ancora così? Credi che basti decidere di produrre frigoriferi ovali e avere un marketing molto aggressivo per trovare clienti sicuri? Pensi che il tuo logo super colorato e stravagante ti farà ricordare dai clienti, oppure che un po’ di pubblicità e un profilo su Facebook facciano vendere?

Nel prossimo post, parlerò di come si crea l’immagine aziendale.


Testo liberamente ispirato da un articolo di:
Joanna L. Krotz intitolato “How to build a company identity from scratch”
Joanna L. Krotz è Presidente e Direttore Editoriale di www.muse2muse.com

 

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Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web marketing e Social Media Marketing. Aiuto le imprese a creare relazioni con le persone, utilizzando gli strumenti della comunicazione digitale e della comunicazione tradizionale

This Post Has One Comment

  1. Marino Baccarini

    I social media sono il luogo perfetto per raccontare l’identità di un’impresa, la sua essenza, i suoi obiettivi, la natura e le motivazioni della sua stessa esistenza. Ma non bastano due foto di prodotto per farlo. Anzi, sono decisamente controproducenti, perchè non sono contenuto progettato per fare storytelling, comunicare sentimenti, emozioni, idee, obiettivi, storie. Sono esattamente ciò che il lettore non è interessato a vedere.

Ciao, aggiungi il tuo commento al post.

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