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Immagine Di Ragazzo Seduto In Contemplazione Di Valle Con Fiume. Meditazione
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Meditare è come accendere il fuoco sotto il tegame.
Senza il fuoco il cibo non cuocerà.
Senza la meditazione le cose non cambieranno da sole, per miracolo o per intervento di altri. Dunque meditare ogni giorno come nei film risolve i problemi? No, ma non li risolve neppure il prozac né le droghe pesanti.

I problemi non si risolvono da soli sono fatti così, un po’ stronzi, non si vogliono proprio risolvere da soli né con gli antidepressivi, correndo 20 km ogni mattina alle cinque o meditando tutto il giorno.

Però la meditazione non è un medicinale con effetti indesiderati, non ha controindicazioni e non devi essere un atleta per farlo.

Come faccio a meditare se non l’ho mai fatto prima?

Meditare è una rottura di palle. Non serve a niente stare seduti in silenzio e ascoltare il proprio respiro.

Certo che non serve a nulla, se ti aspetti che stando a sedere in silenzio per un minuto al giorno ti faccia vincere alla lotteria, ti faccia trovare un nuovo lavoro o faccia prendere bei voti a scuola ai tuoi figli.

Lo scopo della meditazione è proprio questo. Non ottenere nulla. Niente illuminazione, niente saggezza perpetua, niente luce interiore, niente porta della divina consapevolezza che si spalanca verso una sorgente di luce accecante.

E questo è il lato difficile. Respirare soltanto e rendersi conto che stiamo respirando, che stiamo facendo l’unica cosa che ci tiene al mondo.

Ecco come si comincia. Siediti e respira come fai di solito, niente sforzi, niente contare i secondi. Niente fretta, niente di niente.

Meditare è noioso e dopo qualche giorno mi stanco perché non vedo risultati.

Intanto comincia a renderti conto che se non cominci, niente accadrà.

Lo so, dobbiamo sbatterci un po’ per iniziare a migliorare la nostra vita, orribile, schifosa, insopportabile, bella ma non troppo, perdite, amore, negatività: è tutto lì dentro. Questa parolina di quattro lettere che contiene tutto il buono, il bello, il cattivo e il brutto che ci accade nel corso di un’intera esistenza. Tutto dentro la vita.

Quindi dobbiamo metterci in testa che l’importante è iniziare a meditare, anche solo 1 minuto ogni giorno per le prime settimane. Dobbiamo creare questo nuovo comportamento e lentamente farlo diventare un abitudine quotidiana.

Le cose che facciamo di più e meglio e che ci piace fare, non sono altro che abitudini. Buone, certamente, ci fanno stare bene ma sempre abitudini sono. E non ci pesa fare le stesse cose piacevoli tutti i giorni. Ma sono abitudini. Come quelle cattive, come quelle che uff… proprio non riusciamo a fare con costanza. Perché?

Perché non sono abitudini, solo comportamenti che ci imponiamo di tenere senza averne un briciolo di voglia. Sono ancora comportamenti che ci obblighiamo ad avere. Perciò ogni tanto facciamo una cosa poi la molliamo a metà.

Dobbiamo prima creare un nuovo comportamento.

E quando il comportamento sarà diventato un abitudine, allora sarà possibile meditare passando da 1 minuto a 3 minuti. Senza sforzarsi di fare questo cambiamento in modo drastico, sarà più facile questa leggera modifica all’abitudine.

Se siamo portati a iniziare una cosa e a lasciarla a metà, se siamo abituati ad abbandonare nuovi comportamenti prima che diventino abitudini, faremo la stessa cosa anche con la meditazione.

Dopo la prima settimana dimenticheremo di fare il nostro minuto quotidiano e per non sentirci in colpa inventeremo ogni tipo di scusa: che ci siamo alzati tardi, che siamo stanchi, che abbiamo cose più urgenti da fare, che un minuto al giorno non ha cambiato la nostra vita e che i problemi che ci assillano, ci stressano e ci fanno vivere male sono ancora lì.

Per questo dobbiamo perseverare per creare un nuovo comportamento. E per evitare di abbandonare “anche” questa attività, dobbiamo inserirla nella nostra giornata in modo indolore, senza sforzarci di farlo ad ogni costo.

Anche recitare un mantra che ci piace e ci fa sentire bene può essere un ottimo inizio. Dovremo iniziare  a recitare il nostro mantra ogni giorno, possibilmente alla stessa ora e nello stesso luogo della casa dove possiamo concentrarci e rilassarci. Ma se non è nello stesso luogo un giorno, non è la morte di nessuno. Andiamo avanti e recitiamolo altrove. Anche mentre ci laviamo i denti.

Siamo indulgenti con noi stessi

Non dimentichiamo di perdonarci se per un giorno non reciteremo il nostro mantra. Potremo farlo mentre siamo fermi al semaforo, sul posto di lavoro, durante la pausa pranzo, mentre stiamo cucinando la cena.

Dobbiamo essere indulgenti con noi stessi e perdonare la nostra debolezza nel non perseguire questa attività in modo costante, soprattutto all’inizio. Dobbiamo prendercela comoda per trasformare piano piano questo nuovo comportamento in un’abitudine.

Le abitudini non nascono da sole, dalla sera alla mattina. Sono frutto dei nostri comportamenti. Sono comportamenti ripetuti che facciamo automaticamente, senza che nessuno ce li imponga, senza pensarci, come sbadigliare se abbiamo fame o sonno, come lavarci i denti ogni mattina, come metterci le chiavi in tasca.

Quando il nostro minuto di meditazione quotidiana sarà diventato un’abitudine non ci accorgeremo quasi più dei suoi effetti  positivi sul nostro umore, sulla nostra vita.

Dieci minuti di meditazione quotidiana fanno miracoli. Perciò dobbiamo volere dedicare del tempo a noi stessi, al nostro benessere psico-fisico.

Se siamo abituati a NON farci del bene, se siamo abituati a procrastinare, a lasciare le cose a metà, se ogni volta che iniziamo qualcosa pretendiamo di vederne subito i risultati, se abbiamo letto libri e fatto corsi sulla meditazione e crediamo che questo basti a risolvere i nostri problemi, nulla accadrà.

C’è solo un modo perché le cose cambino, un solo modo perché la meditazione ci aiuti a migliorare la nostra vita: accendere il fuoco sotto il tegame.

Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web Marketing e Social Media Marketing. Aiuto le imprese a creare relazioni con le persone, utilizzando gli strumenti della comunicazione digitale e della comunicazione tradizionale.

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