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Imprese e crisi economica: resistenza o resilienza?

Ciò che chiamiamo “il nostro passato” non è fermo nel tempo. I nostri ricordi non sono bloccati per sempre come un’immagine su una fotografia, cambiano, si adattano al nostro presente.

Ogni giorno, le nostre esperienze influenzano e modificano la nostra percezione del passato e, di conseguenza, i nostri ricordi.

I nostri ricordi sono rappresentazioni mentali che usiamo per interpretare le nostre esperienze quotidiane: sono i pilastri sui quali poggia la nostra idea di presente.

Se accettiamo questa possibilità, cioè che il passato non sia sempre uguale e cambi con noi, allora dobbiamo accettare che la nostra resistenza al cambiamento sia dannosa alla nostra evoluzione.

Le aziende si comportano come gli esseri umani perché sono organismi creati e gestiti da individui.

Come recita il testo a cura di Salvatore Rizzello e Anna Spada – Economia cognitiva e interdisciplinarità – “La resistenza si manifesta con l’indifferenza o addirittura l’ostilità verso quelle nuove informazioni che potrebbero mettere in discussione le rappresentazioni mentali già elaborate.”

La resistenza degli individui al cambiamento, si esprime anche nella gestione delle imprese, le quali si oppongono ai mutamenti perché incapaci di interpretare il presente, sulla base della rappresentazione mentale di quel passato che viene considerato immutabile o, in molti casi, intoccabile.

Poniamoci una domanda: “L’enorme quantità di informazioni di cui oggi le imprese possono fare uso, è vista come un’opportunità di cambiamento oppure un elemento che mette in discussione scelte basate sul passato, sulla tradizione, sul “abbiamo fatto sempre così”?

E ancora: “La tradizione, è sempre un elemento positivo oppure può diventare una zavorra?”

Io penso che la crisi economica mondiale non abbia investito solo i mercati mondiali, le borse, la finanza, le persone: ha messo in discussione la nostra rappresentazione mentale del passato e ci costringe a cambiare, che noi lo vogliamo o no, per la nostra stessa sopravvivenza.

E penso anche che resistere al cambiamento sia doloroso, per individui e imprese e la causa dei tanti mali che affliggono il nostro tempo.

Mentre in tutto il mondo, imprese e crisi economica sono argomenti studiati secondo rappresentazioni mentali superate, gli individui chiedono un cambiamento radicale, per affrontare temi “antichi” come lavoro, casa, istruzione, alimentazione, salute, ambiente, qualità della vita.

La resistenza al cambiamento degli individui si riflette sulle imprese che pensano di poter utilizzare le nuove tecnologie, secondo parametri che non funzionano più, in un mondo globalizzato dove le persone comunicano in tempo reale le esperienze di un presente in costante mutamento, imprimendo un’accelerazione al cambiamento pari, forse, solo all’invenzione della ruota e della macchina a vapore.

 

Sono grato a chi vorrà commentare il mio post e a chi lo condivide sui social.

Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web Marketing e Social Media Marketing. Aiuto le imprese a creare relazioni con le persone, utilizzando gli strumenti della comunicazione digitale e della comunicazione tradizionale.

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