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simbolo dell'hashtag #

Marketing su Twitter: il potere dell’hashtag.

Poche ma utilissime regole per usarlo. L’hashtag deve essere univo, facile da memorizzare, contenere possibilmente un valore emozionale, essere chiaro, breve o brevissimo e, in caso di evento, deve anche essere in tema e prevedere eventuali varianti che altri potrebbero utilizzare.

Come molti di noi sanno, il termine hashtag può essere definito come “una parola o frase senza spazi con l’aggiunta del simbolo “#” che ha la funzione di prefisso, da anteporre alla parola o frase stessa.”

Gli hashtags sono utilizzati viepiù nel microblogging e nei social media. Sebbene gli hashtags siano noti per essere un simbolo, il loro potere e sfera d’azione sono notevoli – particolarmente perchè vengono utilizzati moltissimo quando parliamo di promozione in genere o di attirare l’attenzione su keywords o tweet.

Gli hashtags non sono nati ieri, infatti li vediamo sbucare nei post da un po’, su Twitter, Instagram, Tumblr, G+ e da qualche anno su Facebook. Purtroppo, su quest’ultimo, gli hashtags sono usati in modo indiscriminato e, in genere, su tutti i social nello stesso modo. Sbagliando!

L’hashtag o “#” cancelletto è uno strumento standard utilizzato per organizzare argomenti e discussioni.

In particolare, su Twitter, il micro-blogging che ha ospitato il primo “cancelletto”, gli hashtags sono il modo migliore per mostrare un messaggio a milioni di persone in tutto il mondo. Al contrario, su Facebook, l’hashtag, al momento, non serve a niente ed è addirittura controproducente utilizzarlo, come riportato da diverse ricerche e fonti disponibili online che puoi trovare usando keywords come “Facebook AND hashtags”,

Se usi un hashtag “di tendenza” in un tweet, il tuo messaggio verrà mostrato nei feeds. Per questo l’hashtag su Twitter è uno dei metodi più utilizzati per fare marketing di prodotti o promuovere tweets.

E’ anche più probabile che le persone che hanno usato l’hashtag avendone compreso il suo valore, vogliano retwittare i messaggi più interessanti. Più alto è il numero dei retweet di un messaggio, maggiori sono le possibilità che venga retwittato ancora e ancora e che le persone diventino followers.

Ciò si spiega con il desiderio di emulazione delle persone e con la curiosità e la spinta all’aggreazione. Tutti elementi che possiamo facilmente riscontrare nel comportamento umano nei centri commerciali, nelle piazze, nei negozi. Un negozio pieno di persone attira più potenziali clienti di un negozio semideserto. Se ci sono tante persone vorrà dire che qualcosa di interessante sta accadendo oppure che un’offerta imperdibile è in corso.

Quando qualcuno retwitta un tuo tweet, sta implicitamente raccomandando il tuo profilo ad altri, perciò le possibilità di acquisire followers si moltiplicano.

Come creare hashtags per il tuo evento

Puoi creare i tuoi hashtags legati a prodotti, servizi, eventi o aziende. Prima, tuttavia, dovresti verificare se esistono già. Io verifico l’esistenza di hashtags su www.hashtags.org e, in caso non esistano li invento e ne pubblico la mia personale definizione. Inoltre sempre sullo stesso sito, posso tracciare le conversazioni che usano i miei hashtags.

E’ importante non usare gli hashtags a casaccio, bensì solo quando sono coerenti con i tuoi tweets. Non scrivere messaggi zeppi di hashtags e fanne un uso ottimale assieme ai retweets.

Gli hashtags sono in grado di connettere gruppi di interesse, aziende e individui all’interno di specifiche organizzazioni. Perciò fanne un uso accorto, anche perchè le persone possono scegliere di consultare post con hashtags specifici.

Ecco come cercare per hashtags specifici e salvare le ricerche.

1) Nel campo “Cerca su Twitter” digita la parola o frase che ti interessa preceduta dal simbolo dell’hashtag “#”.

1) Nel campo "Cerca su Twitter" digita la parola o frase che ti interessa preceduta dal simbolo dell'hashtag "#".

2) Al centro della pagina Twitter apparirà il feed relativo all’argomento ricercato. Clicca sul bottone Salva per salvare la tua ricerca per successive consultazioni.

 2) Al centro della pagina Twitter apparirà il feed relativo all'argomento ricercato. Clicca sul bottone Salva per salvare la tua ricerca per successive consultazioni.

3) Per consultare i risultati degli hashtags salvati, è sufficiente cliccare nel campo di ricerca per far apparire la tendina contestuale e vedere le ricerche salvate.

3) Per consultare i risultati degli hashtags salvati, è sufficiente cliccare nel campo di ricerca per far apparire la tendina contestuale e vedere le ricerche salvate.

Conclusione

L’hashtag perfetto non esiste e serve principalmente a creare collegamenti immediati fra le persone e a organizzare e trovare, argomenti e discussioni specifiche. Gli hashtags legati ad eventi sono strumenti potenti di aggregazione e engagement. Perciò usali con grande attenzione per ottenere risultati rilevanti anche a distanza di tempo dall’evento.

Keywords da sapere

  • Microblogging – Il microblogging (o micro-blogging o micro blogging) è una forma di pubblicazione costante di piccoli contenuti in Rete, sotto forma di messaggi di testo (normalmente fino a 140 caratteri), immagini, video, audio MP3 ma anche segnalibri, citazioni, appunti. Questi contenuti vengono pubblicati in un servizio di rete sociale, visibili a tutti o soltanto alle persone della propria comunità.
    Il servizio più diffuso è Twitter, lanciato nel giugno 2006 da Evan Williams e diventato popolare alla South by Southwest Conference di Austin, Texas. Un altro servizio famoso e diffuso è FriendFeed (recentemente acquisito da Facebook), da molti considerato come concorrente di Twitter, che ha introdotto il concetto di microblogging in tempo reale. (Definizione di Wikipedia)

Per questo post mi sono ispirato, traducendo e aggiungendo mie considerazioni a un post di Virtual Social Media: “Twitter Marketing: The power of hashtags”

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Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web marketing e Social Media Marketing. Aiuto le imprese a creare relazioni con le persone, utilizzando gli strumenti della comunicazione digitale e della comunicazione tradizionale

This Post Has One Comment

  1. Marino Baccarini

    Il motore di ricerca interno di Pinterest, il campo a sinistra del monitor dopo il logo “P”, non supporta gli hashtags. E’ da notare che quando cerchiamo un termine con hashtag, come ad esempio #gatti, Pinterest mostra i Pins con il termine “gatti” compreso nell’URL, nel nome della foto, nel nome della pagina prodotto. E’ importante considerare questa caratterstica quando nominiamo le pagine prodotti o le immagini oppure quando linkiamo un Pin a un URL sul nostro sito.

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