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Perché i lettori abbandonano i miei post

Perché i lettori abbandonano i miei post è la domanda che tutti i blogger e autori di contenuti si pongono.

In un post di qualche tempo fa, dal titolo: “Perché i lettori abbandonano i tuoi post?”  il web writer Riccardo Esposito ha illustrato la sua opinione.

Secondo gli esperti, le persone in media leggono il 20% del testo, mentre la maggioranza di noi, scansiona un testo e passa oltre, citando  Jakon Nielsen.

L’articolo prosegue spiegando le possibili ragioni di questo comportamento.

Ovviamente non sto criticando l’articolo o il punto di vista dell’autore.

L’articolo, però, mi fa sorgere una domanda.

“Perché dobbiamo “sempre” ricorrere a dati, grafici e ricerche di origine statunitense per spiegare comportamenti del pubblico italiano?

In teoria, chi legge post in lingua inglese dovrebbe riuscire a leggere “di più” in meno tempo rispetto a chi legge in italiano o in tedesco, per via della brevità di parole e proposizioni, tipico dell’inglese.

Invece, secondo i grafici, sempre fatti oltreoceano, gli americani leggono di corsa e sono “impazienti di trovare la risposta”.

Leggi e rileggi, un’altra domanda si è presentata.

Siamo proprio sicuri che “tutte le persone hanno fretta e non vogliono aspettare” come afferma Steve Krug, autore di “Don’t make me think”, anche quando leggono un post?

Non è che Mr. Krug si riferisca solo al mondo occidentale? Anzi, a qualche paese in particolare oppure a qualche area specifica come le metropoli?

A volte ho l’impressione che certi ragionamenti ruotino sempre intorno all’archetipo dell’uovo e della gallina.

È nato prima il blogger che vuole convincere tutti, con grafici fatti a New York che il lettore legge poco e in fretta oppure è nato prima il lettore distratto che ci rovina il bounce rate perché resta solo 10 secondi sulla pagina?

Siamo sicuri che il lettore medio americano abbia le stesse abitudini del lettore medio italiano?

Non siamo forse il popolo più amato al mondo per lo stile di vita rilassato e per prendercela sempre comoda? Come mai all’improvviso abbiamo fretta anche noi e non ci interessano i post più lunghi di 500 caratteri?

Siamo il paese con più smartphone pro-capite? Pare di sì. Siamo dei gran chiacchieroni al telefono e lo usiamo come pazzi anche per navigare e socializzare. Anche questo è vero. Allora deve esserci un fondo di verità nel post di Riccardo. Temo che, con o senza grafici in inglese, il nostro blogger ci abbia dato dei consigli che non posso fare a meno di cercare di mettere in pratica.

E ci sono arrivato solo dopo essermi accorto che, alle dieci e un quarto di sera, dopo una giornata davanti al monitor, non ho voglia di leggere un post lungo per sapere se risponde alle mie domande o se contiene le informazioni che cercavo: butto là un’occhiata sommaria e se il post, in dieci secondi, mi convince a proseguire la lettura, tanto meglio. Sennò clicco su “indietro” e faccio salire il bounce rate.

Conclusione

Ho espresso la mia opinione su un post interessante che vale la pena leggere bene bene. Se hai qualcosa da aggiungere commenta e condividi.

Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web Marketing e Social Media Marketing. Aiuto le imprese a creare relazioni con le persone, utilizzando gli strumenti della comunicazione digitale e della comunicazione tradizionale.

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