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Biglietto da visita di salone di bellezza a Somerville, New Jersey.

Passato, presente e futuro del biglietto da visita.

Cosa sostituirà il biglietto da visita? L’indirizzo email? Il nostro profilo social diventerà la nostra carta d’identità universale? Niente di ciò, per ora. Nessun altro elemento dell’immagine coordinata ha ancora soppiantato quel cartoncino che, ancora oggi, fa parte del corredo del perfetto uomo d’affari giramondo. Esistono perfino paesi, soprattutto asiatici, dove il biglietto da visita è considerato uno strumento imprescindibile nel rituale della presentazione e infrangere il protocollo, che prevede lo scambio dei rispettivi “biglietti da visita”, è considerato offensivo.

Fra cento anni il biglietto da visita sarà solo un ricordo del passato?

Se, come pare, il biglietto da visita ha resistito all’incalzare delle tecnologie informatiche, come si adeguerà al passare del tempo? Quali materiali useremo per creare i biglietti da visita del futuro? Oppure fra cento anni i biglietti da visita saranno sostituiti da un microchip sottocutaneo contenente i nostri dati personali? Forse basterà mostrare il nostro avambraccio a un dispositivo digitale, come avviene oggi per i QR code, per scambiarci informazioni anagrafiche e le coordinate del nostro conto corrente o il nostro codice fiscale oppure per fare il check-in all’aeroporto o pagare il conto al supermercato. Potremo osservare esempi di biglietti da visita in cartoncino Bristol 250 gr/mq bianco, attraverso il vetro di una bacheca, nel museo della comunicazione d’impresa, nelle sale destinate al “periodo cartaceo” che venne subito dopo quello pergamenaceo? Tuttavia, come va che un pezzo di cartoncino, di 80×50 millimetri, le dimensioni del biglietto da visita standard, occupi ancora un ruolo così importante nell’immagine coordinata?

Chi ha inventato il biglietto da visita?

Secondo le fonti da me consultate, il biglietto da visita sembra sia nato in Cina, nel quindicesimo secolo. Alcuni storici riportano di antichi cerimoniali ai quali ogni persona, in visita a un mandarino, doveva presentarsi con una striscia di carta sulla quale erano riportati il suo nome, gli eventuali attributi e titoli. Biglietto da visita del 1895 Le origini del biglietto da visita moderno, tuttavia, sembrano contese fra l’Inghilterra e la Francia del 1700. In Europa, la consuetudine di scambiarsi biglietti da visita esordì nel diciassettesimo secolo. Durante il regno di Luigi XIV, forma e buone maniere erano un obbligo sociale ed è appunto in questo periodo che il biglietto da visita raggiunse un indubbio successo come strumento di promozione personale. A quei tempi, forse un po’ come oggi, nella società del networking, il successo o il fallimento in società, dipendevano largamente dalla capacità di autopromozione. Anche in Italia il biglietto da visita fece la sua comparsa intorno al 1730. Utilizzato prima come simbolo di eleganza e strumento per farsi annunciare prima di una visita, fu adottato in una forma più complessa riportando anche stemmi e motivi decorativi. Nella Londra del diciassettesimo secolo, i primi biglietti da visita, chiamati “tradecards” (che potremmo tradurre come cartoline o carte commerciali), erano già veicoli pubblicitari, poiché spesso contenevano indicazioni su come raggiungere la sede del possessore.

biglietto da visita usb E oggi? Nell’attuale era della comunicazione, il biglietto da visita è ancora utile? La necessità di scambiarsi una quantità maggiore di informazioni personali, lo rende certamente insostituibile. Email, sito web, profili social, quanti dettagli in più da ricordare e condividere, oltre alla tradizionale ragione sociale. Non dimentichiamo mai che i biglietti da visita professionali sono anche un’importante occasione di autopromozione e di marketing. Colori e forme non servono solo a presentare in modo più o meno bizzarro la ragione sociale e altri dati personali. Il biglietto da visita può e deve, in molti casi, riportare anche un motto, uno slogan, una frase che inneschi un ricordo, susciti un’emozione, un sentimento.

Materiali, forme, colori del futuro.

In quanto a colori e forme esistono oggi possibilità immense di creare biglietti da visita in grado di stupire. Esistono biglietti da visita trasparenti, realizzati in materiali plastici come il pvc trasparente o goffrato o con effetto matt, il policarbonato bilucido o monolucido. Biglietto da visita in materiale plastico semitrasparenteLe forme dei biglietti da visita possono suggerire anche il tipo di attività oppure servire a realizzare piccoli capolavori di fustellatura. La carta per biglietti da visita, inoltre, può essere di diversi tipi e grammature. Tuttavia, è importante scegliere sempre forme, colori e tipi di materiali adatti all’immagine coordinata, senza mai diventare volgari, eccessivamente strani o addirittura banali. Come ogni altro strumento di immagine coordinata, anche in biglietti da visita sono un investimento che può e deve produrre risultati. Fra 20 anni, i biglietti da visita esisteranno ancora? Che forme avranno? Tutti i nostri dati saranno contenuti dentro una card simile al bancomat che potremo utilizzare semplicemente sfiorando lo smartphone del nostro interlocutore per scambiarci informazioni personali? Oppure sarà proprio lo smartphone a contenere tutte le nostre informazioni personali perciò ognuno di noi sarà obbligato per legge a possederne uno?

Conclusione

Oggi possiamo già scambiarci tutte le informazioni personali che vogliamo inviando una “business card” dall’elenco contatti del nostro smartphone via sms ma, siamo sicuri che i contatti nella rubrica dello smartphone contengano i dati che solitamente troviamo su un biglietto da visita? Quanti di noi completano ogni contatto con tutte le informazioni di un biglietto da visita?

Keywords da sapere

  • Immagine coordinata – L’immagine di un’azienda, ente, organizzazione in genere viene detta “coordinata” quando tutti i mezzi di comunicazione che la riguardano sono coerenti fra di loro. La coerenza comunicativa non riguarda solo gli elementi dell’immagine aziendale (colori, loghi, marchi, caratteri tipografici, impaginazione dei documenti) bensì anche il contenuto, stile, tono e finalità. Più in generale, l’immagini coordinata contribuisce a formare il sistema di identità visiva di un’organizzazione commerciale (o di altra natura).
  • QR code – Quick Response Code è un codice bidimensionale che può essere decodificato tramite appositi lettori contenuti negli smartphone e tablet. E’ formato da un insieme di moduli bianchi e neri disposti all’interno di una cornice. Per leggere il QR Code il tablet o smartphone deve disporre di un apposito progamma.
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Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web marketing e Social Media Marketing.
Aiuto le imprese a creare relazioni con le persone, utilizzando gli strumenti della comunicazione digitale e della comunicazione tradizionale

This Post Has 2 Comments
  1. In molti si affidano a software che in cinque minuti permettono di impaginare un biglietto da visita, senza sapere che esistono proporzioni, dimensioni e forme che fanno la differenza fra un brutto biglietto da visita e un biglietto da visita che verrà ricordato e apprezzato.

  2. […] Creare biglietti da visita non è facile come sembra, ci sono proporzioni e canoni da rispettare. Inoltre il biglietto da visita deve comunicare e informare.  […]

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