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Cosa desiderano le persone?

Cosa Vogliono Le Persone - Foto Di Uomo Con Visore Per La Realtà Aumentata

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Marketing manager, psicologi, copywriter, social media manager, consulenti in ogni campo della conoscenza umana ma soprattutto del marketing e delle vendite, perfino fisici e biologi, tutti, presto o tardi cercano di rispondere alla stessa domanda: “Cosa vogliono “davvero” le persone?”

Il “davvero” lo usa chi crea dei titoli click-bait (definizione a fondo pagina) che servono ad attirare l’occhio su post che “fingono” di rispondere una volta per tutte a domande che tutti si fano nella speranza di trovare “la” risposta finale.
Leggendo articoli su “cosa vogliono le persone” o “cosa desiderano le persone” scoprirai che tutti tendono a fornire la medesima risposta o una assai simile: “Dobbiamo scoprire i bisogni delle persone.”

In rete c’è chi ha scritto che “La ragione per scoprire i “veri” bisogni delle persone è creare un mondo migliore, per produrre prodotti migliori!”

Cose da pazzi. La mia reazione a questa affermazione? Chi vuole scoprire cosa vuole davvero la gente lo fa principalmente per mettere al primo posto non i bisogni delle persone ma i bisogni delle aziende che poi si riducono sempre ad uno solo: vendere! Quindi evitiamo di raccontarci balle.

Ti chiedo scusa per questa “lunga” introduzione ma credo che tu abbia già capito che a me non basta mai una sola risposta e che dietro una domanda ne vedo sempre un’altra che va più in profondità.

Un vizio che ho fin da piccolo, quando rompevo tutti i giocattoli per vedere cosa c’era dentro. Non mi regalano più giocattoli ma il vizio l’ho conservato ancora oggi e lo noterai nei miei articoli: non mi accontento mai di una sola risposta quando avverto che posso andare più a fondo e scoprire altro.

Perciò “cosa vogliono le persone” è una domanda alla quale molti rispondono in due modi:

  • affermando che per scoprirlo dobbiamo andare alla ricerca dei veri bisogni delle persone – quindi una non-risposta farcita di piramidi di Maslow La gerarchia dei bisogni di Maslow è una teoria motivazionale in psicologia che comprende un modello a cinque livelli dei bisogni umani, spesso rappresentati come livelli gerarchici all’interno di una piramide.e strumenti simili
  • dando in pasto ai lettori elenchi di cose che comprendono sempre denaro, felicità, amore, libertà – tutto ciò di cui gli umani sono avidi ricercatori

Da leggere: ho già scritto su cosa interessa le persone nel post Come guadagnare scrivendo.

Le persone cercano ciò che procura loro piacere. Vero o falso?

In breve, se le persone cercassero quello che procura piacere, cercherebbero un momento di felicità, di soddisfazione, di appagamento. Insomma daremmo ragione alla piramide di Maslow e fine della storia.

Tuttavia, qui si attiva la mia sindrome dell’eterno sventratore di giocattoli.

Se le persone cercano una felicità che, quasi sempre, non sanno che è solo uno stato mentale passeggero, significa che cercano il contrario di una condizione dalla quale vogliono fuggire in qualche modo. Quindi cos’è l’opposto della felicità? Beh, questo lo sanno tutti: l’insoddisfazione, l’infelicità, il dispiacere, la sofferenza.

Io credo che noi non cerchiamo il piacere prima di tutto. La mia opinione è che nel nostro profondo tutti noi vogliamo fuggire dalla realtà. Ahimé: è la stessa realtà che noi stessi creiamo di continuo. Una realtà, un mondo, il nostro mondo pieno di paure.

O meglio, fatto di paure generate dalle storie che tutti ci raccontiamo, dalle narrazioni che scorrono vorticosamente, come un fiume in piena, nella nostra mente. È questo flusso di storie, principalmente negative, che ci fa ripetere che siamo stressati, che la vita è stressante, che abbiamo bisogno di rilassarci, che sogniamo un po’ di tranquillità e pace per goderci la vita senza problemi. Almeno per la settimana di ferie che tutti desiderano.

Se accettiamo che tutti noi non facciamo altro che fuggire dalle paure che noi stessi creiamo costantemente – raccontandoci storie piene di negatività, di rimorsi per il passato e timori per il futuro, allora tutti i nostri bisogni diventano semplici da individuare.

Conclusione

Chi produce contenuti utilizzando lo storytelling,Lo storytelling descrive l’attività sociale e culturale della condivisione di storie. Ogni cultura ha le sue storie o narrazioni, che sono condivise come mezzo di intrattenimento, educazione, conservazione culturale o instillare valori morali. Gli elementi cruciali delle storie e della narrazione includono trama, personaggi e punto di vista narrativo. chi lo fa per vendere qualcosa o qualcuno, chi scrive sceneggiature per film, romanzi, opere teatrali, insomma tutti quelli che “inventano” storie sanno che uno dei modi preferiti dalle persone per fuggire dal proprio mondo, dalla propria vita, è entrare nelle storie scritte appositamente per consentire questa fuga.

Per questo tutti amiamo le storie, in specie quelle con eroi, con i buoni e i cattivi e storie romantiche, perché ci permettono di entrare in un altro mondo, più bello, piacevole, entusiasmante, soddisfacente e, soprattutto, avventuroso e ricco di scenari. Un mondo dove ogni cosa è possibile. Un mondo dove le persone possono essere chi sognano di essere nella vita “reale” ma senza farsi male, senza provare sofferenza, senza rischiare l’infelicità. Un mondo immaginario sicuro ma anche soddisfacente – anche quando si tratta di storie che fanno soffrire. Perché in quel mondo immaginario si gioisce e si soffre per procura.

Da leggere: differenza fra storytelling e storydoing.

Click-bait o clickbait, letteralmente esca da click, è un testo o un link progettato per attirare l’attenzione e invogliare gli utenti a seguire quel link e leggere, visualizzare o ascoltare il contenuto online collegato. Il click-bait ha la caratteristica distintiva di essere ingannevole, tipicamente sensazionalistico o fuorviante. Chiamato anche teaser mira a sfruttare la curiosità morbosa, fornendo informazioni sufficienti per incuriosire i lettori di siti web di notizie, ma non sufficienti per soddisfare la loro curiosità senza fare clic sul contenuto collegato. I titoli click-bait aggiungono un elemento di disonestà, utilizzando allettamenti che non riflettono accuratamente il contenuto fornito.

Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web marketing e Social Media Marketing.

Offro le mie competenze ad aziende e professionisti che desiderano creare relazioni con potenziali clienti per incrementare le vendite impiegando i mezzi della comunicazione crossmediale, il Web Marketing ed il Social Media Marketing.

Il mio interesse primario è diffondere la pratica della Mindfulness nelle aziende e invitare le imprese a trasformarsi in Aziende Socialmente Impegnate (non è la stessa cosa del protocollo CSR).

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