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Emozioni e sentimenti si autoalimentano

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Hai mai notato che emozioni e sentimenti si autoalimentano? Cosa significa? Vuol dire che sia i sentimenti sia le emozioni si alimentano, crescono, diventano più forti, come i muscoli del corpo quando facciamo esercizi per svilupparli. Ma non è sempre un bene.

Dalla rabbia all’amore, dall’odio alla compassione, tutte le emozioni e i sentimenti si alimentano “da soli”, in realtà siamo noi che li nutriamo con le nostre reazioni automatiche, i nostri comportamenti inconsapevoli scatenati da trigger, da pulsanti che qualcuno o qualcosa schiaccia come l’interruttore della luce.

In realtà i trigger, i pulsanti che accendono le nostre reazioni, le emozioni, i sentimenti, cosa sono tutti queste “cose” se non pensieri in azione.

Qualcuno ci dice qualcosa, ci accusa di aver fatto un errore o di non aver fatto qualcosa, di aver detto parole offensive e noi per tutta risposta, automaticamente, abbiamo una reazione che non è qualcosa fuori di noi ma un pensiero che è nato nella nostra mente. Ciò che ci viene detto o fatto passa attraverso il nostro giudizio e ancora un volta cos’è un giudizio se non un altro pensiero? Ecco cosa significa che tutto questo è “pensieri in azione”.

Concentriamoci sulle emozioni ed i sentimenti negativi

Provare rabbia e odio alimenta rabbia e odio. Risentimento e intolleranza alimentano risentimento e intolleranza. I sentimenti di amore e compassione rendono l’amore e la compassione sempre più forti.

Le emozioni sono come il cibo.
Quello che mangiamo nutre il nostro corpo.
Le emozioni alimentano la nostra mente e il nostro cuore.

La prossima volta che ti ritrovi preda di un’attacco di rabbia, se riesci prova a fermarti per un momento, concentrati sul tuo corpo, cerca di percepire come nasce la rabbia dentro di te e come cresce come un onda fino a stringerti il petto, bloccarti le parole in gola e il respiro, contrarre i muscoli in certe aree del corpo.

Più continui a pronunciare parole di rabbia e creare pensieri negativi, più la tua rabbia cresce, il tuo battito cardiaco accelera, la pressione sanguigna aumenta, il respiro diventa più veloce. Tutto il tuo corpo risponde al bisogno di più energia per sostenere lo sforzo della rabbia.

A proposito, i pensieri non nascono dal nulla: fino a quando li nutriamo, fino a quando permettiamo loro di vivere e scorazzare su è giù nella nostra mente, essi continuano a dirci cosa fare, a comandare le nostre reazioni. Possiamo decidere di non credere a tutti i pensieri che si presentano alla mente. Possiamo decidere quali pensieri conservare e quali gettare nella spazzatura perché sono fonte di emozioni dolorose.

E quando la rabbia e l’odio se ne sono andati, controlla come ti senti: senza forze come dopo una corsa. In seguito, lentamente, torni ad una condizione di rilassamento.

Ora potresti dirti che sfogarsi, far uscire tutta la rabbia è positivo perché quando questa forte emozione è finita, ti senti “davvero” meglio. “Sfoga la tua rabbia, dopo starai meglio, ti ripetono tutti.” Mentre in realtà tu continui a nutrirla, perché tutti ti dicono che sfogarsi fa bene.

Molte persone lo credono e pagano un bel po’ di soldi per andare nelle stanze della rabbia, le rage rooms, per rompere tutto con una mazza. E sfogare ansia, rabbia, odio, risentimento, liberarsi di paure e conflitti interiori.

Mi dispiace: buttare fuori la rabbia non funziona. A breve e lungo termine, questi attacchi di rabbia e dispersione di energia possono causare ictus o attacchi di cuore. Anche sei non hai 80 anni!

“I ricercatori hanno scoperto che nelle due ore immediatamente successive alla rabbia, il rischio di un infarto di una persona è aumentato di quasi cinque volte (di 4,74 volte) e il rischio di ictus è aumentato di oltre tre volte (di 3,62 volte)”. (Fonte: British Heart Foundation)

Perciò le emozioni si possono controllare!

Molto brevemente ti consiglio di smettere di credere a chi ti dice che devi liberarti delle emozioni negative oppure che devi accettarle ma senza spiegarti come e perché o ancora che devi andare da uno psicoterapeuta o che le emozioni fanno parte della vita quindi va bene provarle ma imparare a controllarle. Come se fosse facile.

Ho imparato una cosa: prima di decidere cosa fare di una cosa bisogna capire di che cosa si tratta. Non butti nei rifiuti una bottiglia di vino se prima non controlli se è vuota o ce n’è ancora un bicchiere.

Quindi, prima di decidere se tentare di sbarazzarti delle emozioni, provare a controllarle o fingere che quelle negative sono un prezzo da pagare per stare al mondo, potresti cercare di capire da dove nascono, perchè si impossessano di te, come fanno a controllare le tue reazioni, quando si manifestano e che differenza c’è fra emozioni e sentimenti e come fanno ad autoalimentarsi.

Oppure se sei tu che, inconsapevolmente, nutri questi “stati d’animo” fino a farli diventare mostri giganteschi. Sempre facendo referimento alle emozioni negative.

Conclusione

Prima di lasciarti alle tue considerazioni, voglio avvertirti di prestare molta attenzione ad una tabella che circola su internet dove sono paragonati sentimenti ed emozioni; sono mostrate le differenze fra i due ma in modo molto contradditorio, sia nella versione “originale” che dovrebbe essere quella in inglese sia nella traduzione italiana, contenente le medesime contraddizioni dell’originale con, in più, errori di traduzione.

La tabella è stata ripubblicata da diversi blog e chi l’ha fatto pretende di avere le conoscenze per stabilire che “sensazione” ed “emozione” non sono sinonimi ma senza riuscire a spiegare bene la ragione.

Per il momento ti consiglio di leggere le definizioni dei due termini date dal Devoto-Oli, il miglior vocabolario d’italiano in circolazione. Appena troverò il tempo per scrivere un post sulle “vere” differenze fra emozioni e sentimenti, lo pubblicherò.

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Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web marketing e Social Media Marketing.

Offro le mie competenze ad aziende e professionisti che desiderano creare relazioni con potenziali clienti per incrementare le vendite impiegando i mezzi della comunicazione crossmediale, il Web Marketing ed il Social Media Marketing.

Il mio interesse primario è diffondere la pratica della Mindfulness nelle aziende e invitare le imprese a trasformarsi in Aziende Socialmente Impegnate (non è la stessa cosa del protocollo CSR).

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