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Personal Branding e gestione del tempo

Fare Personal Branding non è per tutti gli imprenditori anche perché richiede un'enorme quantità di tempo che va gestito prima che diventi spreco di energia.

Personal Branding E Gestione Del Tempo - Donna Appena Sveglia Controlla Il Cellulare

Personal Branding e gestione del tempo non si possono separare. Fare Personal Branding richiede tanto tempo, più di quanto puoi immaginare e tutto quel tempo va gestito in qualche modo altrimenti non te ne resta per vivere.

Nel 2014 scrissi questo articolo per ricordare che per fare Personal Branding devi creare contenuti, scrivere, registrare video e un’altra miriade di cose che, a distanza di otto anni, sono divenute pratica necessaria se vuoi ottenere visibilità. Ma non bastano le cose da fare online.

Devi fare anche Pubbliche Relazioni, incontrare persone, concedere interviste online e offline, partecipare a meeting, conferenze, workshop, serate a tema. E anche qualche happy hour! Quindi la tua vita professionale rischia di intrecciarsi con quella privata senza che tu ne sia consapevole. E questo non giova a nessuno.

Gli esperti dicono che devo fare Personal Branding.

Qualcuno può cercare di convincerti che fare Personal Branding è fondamentale per tutti gli imprenditori e i professionisti.

Io sono convinto che sia sbagliato per due ragioni:

  1. Se non sei tu il prodotto da vendere non devi fare Personal Branding
  2. Fare Personal Branding è un vero lavoro perciò richiede tanto tempo

Se devi ancora decidere se farlo ricordati che all’inizio tutti siamo motivati dalla novità e dell’idea di futuri riconoscimenti e benefici, ovvero i soldi che faremo diventando un’autorità.

Creare contenuti ogni giorno può sembrare divertente all’inizio ma diventare una noia, soprattutto quando i risultati tardano ad arrivare.

Dal momento che il Personal Branding è un modo di mettere in pratica il Brand Positioning che può portare risultati velocemente quando si usano strumenti di acquisizione clienti a risposta immediata, ma che principalmente serve a creare un’immagine della tua azienda, attività, prodotto, persona, nella mente del potenziale cliente, capisci che il fattore tempo torna ad essere l’elemento cruciale.

Seguire un calendario serve o sono sciocchezze?

È importante svolgere un’attività con costanza e secondo il calendario prestabilito, non c’è dubbio.

Ce lo insegnano gli antichi con mille metodi per apprendere qualsiasi cosa vogliamo, dal mantenimento della forma fisica al benessere mentale: “Mens sana in corpore sano”; dai modi per restare focalizzati sul momento presente con le varie tecniche di meditazione e così via.

Quindi creare un calendario delle attività per fare Personal Branding e gestire il tempo in modo produttivo è importante. Se non altro per capire quanto di quello che facciamo è utile al raggiungimento dei nostri obiettivi e quanto, invece, mangia energie e non produce risultati.

Tutto ciò che impariamo, lo apprendiamo attraverso la continuità, la costanza, la periodicità, il tempo quotidiano che dedichiamo a una cosa e la conseguente abitudine nel frequentarla, usarla, pronunciarla, insegnarla, vederla, toccarla.

In una definizione: la ripetizione sembra essere il modo più efficace per acquisire abitudini e condizionare la nostra mente a restare focalizzata su ciò che noi vogliamo, senza portarci lontano nel flusso di pensieri inutili e dannosi.

Lo possiamo vedere in moltissime delle attività umane.

  • Negli esercizi dei body builder che ripetono instancabilmente le stesse azioni migliaia di volte per costringere il corpo fuori dalla zona di comfort e indurlo a trasformarsi;
  • Nelle ripetizione mentale della lezione o delle informazioni appena studiate da parte degli studenti;
  • Nella costante ripetizione delle stesse azioni da parte di chi vuole imparare le arti marziali;
  • Nell’incessante ripetizione di gesti ai quali si sottopongono ballerini, musicisti, attori ed ogni sorta di artista che aspiri a padroneggiare tecniche di interpretazione.
  • Per non parlare di chi, nel marketing e nella comunicazione, usa tecniche di condizionamento mentale che prevedono l’ossessiva ripetizione del messaggio.

Massima Esposizione Massimo Impatto – MEMI©

Nel mio progetto educativo “SpeakItaliano” utilizzo il mio metodo esclusivo “MEMI©™” proprio con lo scopo di invitare le persone a sottoporsi volontariamente all’esposizione continuata e ripetitiva agli stessi stimoli come video, audio e contenuti di ogni genere, per aiutare il cervello a memorizzare le informazioni impiengando la forma di apprendimento che ritengono più coinvolgente e che le diverte di più.

Quantità e qualità dell’esposizione alle informazioni vanno di pari passo anche quando si tratta del Personal Branding.

Maggiore sarà l’esposizione del pubblico al nostro messaggio e migliore la sua qualità, più facilmente potremo ottenere risultati e, di conseguenza, ridurre anche il tempo per la creazione di contenuti.

Questo fa capire che la gestione del tempo nel Personal Branding non è cosa da prendere alla leggera. Ecco perché non tutti gli imprenditori e professionisti devono fare Personal Branding seguendo i quattro consigli banali e sempre uguali di quei pseuso-esperti che seguendo la corrente pubblicano elenchi di cose-da-fare per fare soldi col Personal Branding.

Non lasciarti attrarre come Ulisse dalle voci delle Sirene: ragiona con la tua testa e cerca di capire se:

  1. Tu sei il prodotto da vendere (come hanno fatto, per esempio, Alfio Bardolla, Clio Make Up, Riccardo Scandellari, Anthony Robbins, Richard Branson, Gary Vaynerchuk, … );
  2. Hai il tempo e la motivazione per mettere in moto la macchina del Personal Branding.

Come si impara a fare Personal Branding? Qualche consiglio pratico.

Ho già detto che fare Personal Branding significa mettere in pratica un piano di Brand Positioning.

Tutte le attività di Personal Branding, marketing e comunicazione non sono altro che la pratica del Brand Positioning, non il contrario come molti vogliono farti credere.

Perciò, se sei all’inizio e vuoi venderti come prodotto, esattamente come se fossi un dentifricio, un corso di inglese o un’automobile, devi imparare come si usano gli strumenti di comunicazione digitale e tradizionale.

Quando potrai pagare dei collaboratori esterni allora dovrai delegare una parte delle attività perché tu sarai sempre davanti alla telecamera, allo smartphone, al microfono: sotto i riflettori insomma.

Soffri di timidezza e di paura da palcoscenico? Preparati a fare qualcosa per guarire da queste paure altrimenti la vedo dura nell’era della comunicazione audiovisiva!

Ogni materia può essere appresa in modo diverso a seconda del metodo didattico scelto.

Certe materie si imparano meglio con i video altre sui libri, c’è chi preferisce sottolineare sul libro e chi impara meglio riassumendo in un bloc notes, chi preferisce usare la memoria visiva e chi impara meglio e più velocemente ascoltando. Ad esempio io uso solo ebook e video. Anche la nostra gestione del tempo influisce sulla continuità e sulla qualità dei risultati.

Perciò datti da fare per scoprire in che modo impari e assorbi meglio le informazioni e le istruzioni e usa quei modi estensivamente. Ricorda: metodo MEMI, Massima Esposizione Massimo Impatto.

Se vuoi imparare cose che non sai e che, anzi, ti annoiano un po’, ricorda che anche nelle attività manuali la costanza nell’uso ci aiuta a imparare meglio.

La dimostrazione che è vero sta nel fatto che ci basta smettere di fare una cosa per dimenticarci lentamente come si fa: vale per le attività manuali, per le lingue, per ogni insegnamento e comportamento. Tuttavia i comportamenti e le attività fisiche si dimenticano più lentamente, come andare in bicicletta, guidare l’auto, eccetera. Perché? Cosa hanno in comune? Ops, guarda un po’: la ripetizione!

Risultato? Per imparare a fare video con lo smartphone, fanne tanti fino a quando non hai imparato a farli bene. Teoria e pratica si possono imparare insieme. Non perdere ore a leggere guide e manuali se non è il tuo stile: fai pratica mentre impari e imparerai mentre fai pratica.

Conclusione.

L’assiduità nel vedere un volto, una persona, nel leggere ciò che scrive, nel vedere ciò che fa, nel vedere che anche altri la frequentano e l’ascoltano, è una delle chiavi del Personal Branding.

Per promuovere sè stessi si deve perserverare, compiere costantemente le attività programmate come scrivere sul blog personale, programmare i post sui social network, commentare i post di argomenti che servono a costruire la reputazione, fare dirette sui social più indicati, creare video lezioni, …

La gestione del tempo nel Personal Branding è fondamentale perchè nella società attuale, le persone che si dedicano ad attività di autopromozione sono in costante crescita e la concorrenza crea figure che cercano di fare Personal Branding nella convinzione che basti fare qualche video su YouTube o TikTok. Non tutti sono Khaby Lame che, tra l’altro, ha un’agenzia di Social Media Management alle spalle.

In questa situazione di concorrenza che non dorme mai, ti serve un piano di Brand Positioning in mancanza del quale non vedrai risultati e, sinceramente, non credo esistano strategie alternative capaci di farti occupare la posizione di leader di una micro nicchia, nella mente del potenziale cliente.

Infine la domanda che hai in mente dall’inizio e il Bonus che non ti aspettavi!

Se tutti fanno Personal Branding c’è ancora spazio per me?

Non temere ci sarà sempre spazio in questo “tipo” di mondo: ecco perché.

  • Non tutti i freelance sanno fare Personal Branding
  • Tra i freelance che lo fanno molti falliscono perché non fanno Brand Positioning ma cercano solo di ottenere visibilità, il che non serve a niente.
  • Moltissimi freelance non sono imprenditori ma ragazzini, giovani, anche adulti che sbarcano il lunario e si buttano nella mischia quindi non sono “veri” concorrenti anche se in apparenza possono rubarti un po’ di traffico sui social.
  • Tra i professionisti che fanno Personal Branding molti lasciano perdere perché richiede più tempo di quanto credevano e non vedono i risultati da un giorno all’altro come si aspettavano o come qualcuno gli ha fatto credere.
  • Dulcis in fundo: solo pochissimi fanno Personal Branding partendo da un piano di Brand Positioning il cui primo step è individuare una micro nicchia. Tutti gli altri si buttano nella mischia dei portali verticali (avvocati, giornalisti, scrittori, artigiani, disegnatori, fotografi, coach,  …) e aspettano che cada la manna dal cielo. La percentuale di chi ne ricava profitti importanti è molto più vicina allo zero che al 3%.

Osserva i professionisti su LinkedIn, scopri chi ha migliaia di follower e come usano la piattaforma per ottenere risultati concreti.

Ecco il contenuto di valore sul quale vorrei farti riflettere.

Secondo Adam Houlahan, esperto di LinkedIn, Ceo e fondatore di Prominence Global, società specializzata nell’aiutare i professionisti a posizionarsi come leader di settore, la Piramide dei player consente di capire come funziona LinkedIn e, per esteso, il settore dei professionisti e dei freelance. Ma soprattutto ti aiuta a capire se stai usando LinkedIn nel modo corretto.

Nel suo ebook “Influencer – The 9 step guide to becoming highly influential in any industry” Adam descrive come, conoscendo i quattro livelli della piramide, sia possibile inserire quasi tutti quelli che vedi su LinkedIn in una delle quattro categorie semplicemente guardando il loro profilo e il contenuto che stanno condividendo.

La vetta della piramide è riservata ai leader di settore o “I saggi” come li chiama l’autore.

© Adam Houlahan - "Influencer - The 9 step guide to becoming highly influential in any industry".

Un estratto del libro di Adam Houlahan: la piramide dei player che illustra le tipologie di professionisti o imprenditori che potrai riconoscere anche solo analizzando il tipo di contenuto che condividono su LinkedIn.

Di seguito le caratteristiche dei top player che potrai incontrare anche in altri social e sul web, osservando come i più noti esperti e professionisti usano il Brand Positioning e le strategie di marketing e comunicazione per creare e guadagnare autorevolezza, fiducia e clienti.

  1. Posizionamento sul tipo “I saggi” –  (gli esempi citati prima si trovano qui)
  2. Brand che sono lo 0,02% della piramide, ovvero gli esperti con i quali le aziende vogliono lavorare
  3. Progetto di marketing sistematico – Dietro costoro c’è un Brand Positioning e un marketing strategico sempre attivo
  4. I loro prodotti e servizi sono l’1% del loro mercato, il top esclusivo di settore e si basano sulla percezione del valore.

Diventare leader unico della tua micro nicchia deve essere il tuo obiettivo per non doverti preoccupare, o quasi, della concorrenza e guadagnare grazie al Personal Branding.

E il bonus? Eccolo!

Per ringraziarti di aver letto questo articolo fino in fondo ho chiesto ad Adam Houlahan di permettere ai miei lettori di scaricare gratis il suo ebook “Influencer – The 9 step guide to becoming highly influential in any industry”.

Clicca su questo link per scaricare gratis la migliore guida su come usare LinkedIn che io abbia mai letto.

Ti garantisco che non troverai di meglio in questo momento.

E non dimenticare di lasciare il tuo commento.

 

Se ti interessa parlare con me di Marketing Consapevole e Brand Positioning inviami un messaggio.

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Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web marketing e Social Media Marketing.

Offro le mie competenze ad aziende e professionisti che desiderano creare relazioni con potenziali clienti per incrementare le vendite impiegando i mezzi della comunicazione crossmediale, il Web Marketing ed il Social Media Marketing.

Il mio interesse primario è diffondere la pratica della Mindfulness nelle aziende e invitare le imprese a trasformarsi in Aziende Socialmente Impegnate (non è la stessa cosa del protocollo CSR).

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