Consigli per piccole imprese in comunicazione aziendale, web marketing, copywriting, naming, social media, Brand Positioning, SEO.

Il Marketing Consapevole esiste?

È possibile definire il marketing come un'insieme di attività consapevoli? Esiste veramente il Marketing Consapevole oppure è l'ennesima trovata per vendere?

Marketing Consapevole. Cos’è? Come Funziona? Esiste? - Impiegati Che Meditano In Ufficio

Questo post e tutti quelli sul Marketing Consapevole sono dedicati alle micro e piccole aziende, agli imprenditori di ogni genere, a chi possiede un’attività commerciale: un’impresa con la partita iva insomma. Che la tua sia una ditta individuale o una s.n.c. ci tengo a fare questa precisazione perché credo sia cruciale fare chiarezza sul tema del Marketing Consapevole; infatti ho notato che appare sempre più spesso su Google ed è corretto che le imprese siano informate su che cos’è il Marketing Consapevole, su come funziona ma, soprattutto, se esiste davvero! Dunque, voglio iniziare rispondendo alla domanda più importante.

Marketing Consapevole: esiste veramente?

Senza tirarla per le lunghe ti dico subito che secondo me il Marketing Consapevole non esiste e ti spiego perché.

Motivo nr. 1

Il termine consapevole è un aggettivo e significa “cosciente o informato di un fatto o di una situazione (e dei possibili sviluppi): sono pienamente consapevole dell’impegno che ho preso; si richiede al cittadino un comportamento più consapevole.” Questa è la definizione del Devoto-Oli, uno dei migliori vocabolari della lingua italiana – così nessuno potrà affermare che ho inventato una definizione per sostenere una tesi bislacca.

Come certamente sai esistono diverse tipologie di marketing costruite partendo dalla parola “marketing” alla quale si unisce un aggettivo per distinguere un tipo di marketing dagli altri. Essendo parole che indicano azioni o cose, dobbiamo per forza usare termini specifici per differenziare gli ambiti operativi.

Ti ricorda qualcosa? Esatto, è lo scopo principale del Brand Positioning: definire chiaramente un’azienda o prodotto per differenziarlo dai concorrenti.

Ad esempio esistono il Marketing Digitale e il Web Marketing, sovente, sbagliando, usati come sinonimi. Infatti, il primo comprende tutte le attività di marketing che utilizzano un dispositivo elettronico o Internet. Le aziende sfruttano canali digitali come motori di ricerca, social media, e-mail e siti Web per connettersi con i clienti attuali e potenziali. Quindi anche il Web Marketing è una parte del Marketing Digitale. Diversamente dal primo, Il Web Marketing comprende un’ampia categoria di mezzi o canali pubblicitari. ma generalmente coinvolge qualsiasi attività di marketing condotta online.

Infatti il Web Marketing comprende il Display Advertising, il Search Engine Marketing o SEM, la Search Engine Optimization o SEO, il Social Media Marketing anche questo è divenuto sempre più una branca del Web Marketing che richiede competenze specifiche per cui si tende a considerarla una forma di marketing a parte, l’Email Marketing, ecc.

Se vuoi sapere cosa pensano del marketing i marketing manager italiani intervistati su LinkedIn leggi le 18 definizioni di marketing che ho raccolto.
Decorazioni natalizie

L’idea falsa di marketing consapevole mi ricorda le scatole vuote che ricoprivo di carta colorata e fiocchi rossi e che mettevo sotto l’albero di Natale per dare l’impressione che ci fossero più regali e tutti bellissimi. Da piccolo quella era la mia versione dell’albero di Natale visto nei film americani, il simbolo di un Natale creato dalla pubblicità ma che aveva il potere di parlare direttamente ai miei desideri. Quei regali finti servivano a ricreare l’atmosfera del Natale perfetto; la famiglia felice davanti al camino che si scambia doni.

Motivo nr. 2

Il termine consapevolezza indica lo stato in cui si trova un individuo, lo stato di coscienza; la consapevolezza della propria esistenza, delle proprie sensazioni corporee, dei pensieri, di ogni cosa presente nell’ambiente che lo circonda, ecc. … Consapevolezza di qualcosa per quello che è; conoscenza di se stessi,  coscienza di quando si compiono azioni che avranno conseguenze negative, coscienza di fare del male a se stessi o ad altri, coscienza di commettere degli errori o di comportarsi in modo da generare esperienze insoddisfacenti o dolorose.

Mi pare quindi che mettere insieme il marketing e la consapevolezza sia un’azzardo che, personalmente, credo abbia generato un obbrobrio: il “Marketing Consapevole”.

Qualche esempio aiuterà ad inquadrare meglio il termine nel contesto della vita di tutti noi.

“È il caso della consapevolezza del rischio, che non frena ma rende accorti; della consapevolezza delle proprie capacità, che orienta ed entusiasma; della consapevolezza del dolore, che rende compassionevoli e gentili; della consapevolezza di essere amati, che rende invulnerabili.”

Quindi il Marketing Consapevole non esiste, ma su Google potresti trovare una versione inglese che, secondo me è la fonte da cui è nato il Marketing Consapevole, ovvero il Mindful Marketing.

Tuttavia non possiamo associare l’aggettivo consapevole alla parola marketing perché il marketing non è una persona, è “un processo sociale e manageriale attraverso il quale individui e gruppi ottengono ciò che vogliono e di cui hanno bisogno creando, offrendo e scambiando prodotti di valore con gli altri.” secondo la definizione di Philip Kotler che non condivido completamente, soprattutto perché sembra che il Marketing sia una vecchietta gentile che regala caramelle ai nipotini mentre, secondo me, sotto quella innocua immagine può nascondersi una creatura immonda che distribuisce dolcetti avvelenati ricoperti di carta multicolore.

La prossima volta che scriverò di Mindful Marketing sarà per dimostrare che anche quello non esiste, è il solito giocattolo variopinto usato per attirare l’attenzione degli imprenditori meno accorti, da parte di quei bei figurini con la parlantina da venditore porta a porta che se non cercano di ingannare qualcuno ogni giorno con un eloquio infarcito di anglicisismi e neologismi non si sentono realizzati.

Purtroppo il Mindful Marketing è sempre più associato a termini come sostenibilità, economia verde, ambiente, tutela ambientale, visione sistemica del mercato, innovazione sostenibile e cento altri termini che non hanno nulla a che spartire con il Marketing Consapevole, che nei prossimi post dimostrerò una volta di più che è una cosa inventata.

Di certo, ciò che esiste, al contrario, è il modello di azienda che io chiamo Azienda Socialmente Impegnata o A.S.I., oppure Impresa Socialmente Responsabile all’interno della quale è possibile ed auspicabile mettere in pratica regole e comportamenti che potremmo definire “consapevoli”.

Motivo nr. 3

Consapevolezza e sostenibilità non sono parenti, neppure alla lontana.

Essere consapevoli di influenzare la vita sulla Terra delle generazioni future attraverso comportamenti attuali è un concetto che condivido e sostengo. Tutti siamo connessi, collegati in qualche modo, non a parole, ma letteralmente, qualcosa ci unisce, un’energia, un flusso, chiamalo come voi, ma credo che oramai sia stato dimostrato che non siamo individui isolati, ognuno sulla sua isola deserta scollegata dalle altre. E questa definizione di sostenibilità riprende con parole simili la definizione emersa nel 1992, durante la prima Conferenza ONU sull’ambiente.

Ma qui io vedo sempre più mischiare capra e cavolo e lo dimostra un titolone che ho trovato su un sito web.

marketing consapevole

Chi ha scritto questo titolo ha certamente una sua idea sul Marketing Consapevole completamente diversa dalla mia.

Intanto usa una definizione che ti sfido a comprendere: visione sistemica del mercato. Ecco cos’è il marketing consapevole per me: prima di tutto trasparenza, uso di parole semplici ma non banali per consentire agli individui di capire e non sentirsi degli analfabeti.

Il testo continua con il passepartout della sostenibilità, la parola magica che oggi apre tutte le porte e il portafogli degli imprenditori male informati che si fanno convincere a saltare sul cavallo vincente della green economy e della sostenibilità per rimpinguare la cassa in un momento complesso e difficile come questo.

E finisce con il pezzo forte, l’innovazione sostenibile che mi trova, per una volta, concorde. Cioè è possibile innovare, modernizzare i processi produttivi, i comportamenti e mille altre cose e farlo consapevolmente delle proprie azioni, cioè innovare a beneficio della collettività, dell’intera umanità; questo è essere consapevoli del fatto che modernizzare un processo va fatto con consapevolezza delle conseguenze sulle future generazioni e sull’ambiente.

Ma da qui ad usare la parola consapevole per vendere qualsiasi scempiaggine e perfino cosmetici ce ne passa. Si perché adesso esiste perfino un sito che vende cosmetici consapevoli.

“Ciao sono una crema viso consapevole.”
“Ma sei sicura di essere una crema viso e non un budino vegan?”
“Ovvio che sono sicura, sono consapevole di essere una crema, c’è scritto anche sulla confezione!”

Spero ti abbia strappato un sorriso perché la situazione è da piangere.

Sull’Azienda Socialmente Impegnata tornerò a scrivere più in dettaglio nei prossimi articoli perché la questione mi interessa molto e voglio che gli imprenditori, i titolari d’azienda, i commercianti e i dipendenti di ogni tipo capiscano di più sull’argomento. Quindi torna a visitare il blog un po’ più spesso oppure seguimi sui canali social dove promuovo la pubblicazione dei nuovi post.

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Questo post e tutti quelli sul Marketing Consapevole sono dedicati alle micro e piccole aziende, agli imprenditori di ogni genere, a chi possiede un’attività commerciale: un’impresa con la partita iva insomma. Che la tua sia una ditta individuale o una s.n.c. ci tengo a fare questa precisazione perché credo sia cruciale fare chiarezza sul tema del Marketing Consapevole; infatti ho notato che appare sempre più spesso su Google ed è corretto che le imprese siano informate su che cos’è il Marketing Consapevole, su come funziona ma, soprattutto, se esiste davvero! Dunque, voglio iniziare rispondendo alla domanda più importante.

Marketing Consapevole: esiste veramente?

Senza tirarla per le lunghe ti dico subito che secondo me il Marketing Consapevole non esiste e ti spiego perché.

Motivo nr. 1

Il termine consapevole è un aggettivo e significa “cosciente o informato di un fatto o di una situazione (e dei possibili sviluppi): sono pienamente consapevole dell’impegno che ho preso; si richiede al cittadino un comportamento più consapevole.” Questa è la definizione del Devoto-Oli, uno dei migliori vocabolari della lingua italiana – così nessuno potrà affermare che ho inventato una definizione per sostenere una tesi bislacca.

Come certamente sai esistono diverse tipologie di marketing costruite partendo dalla parola “marketing” alla quale si unisce un aggettivo per distinguere un tipo di marketing dagli altri. Essendo parole che indicano azioni o cose, dobbiamo per forza usare termini specifici per differenziare gli ambiti operativi.

Ti ricorda qualcosa? Esatto, è lo scopo principale del Brand Positioning: definire chiaramente un’azienda o prodotto per differenziarlo dai concorrenti.

Ad esempio esistono il Marketing Digitale e il Web Marketing, sovente, sbagliando, usati come sinonimi. Infatti, il primo comprende tutte le attività di marketing che utilizzano un dispositivo elettronico o Internet. Le aziende sfruttano canali digitali come motori di ricerca, social media, e-mail e siti Web per connettersi con i clienti attuali e potenziali. Quindi anche il Web Marketing è una parte del Marketing Digitale. Diversamente dal primo, Il Web Marketing comprende un’ampia categoria di mezzi o canali pubblicitari. ma generalmente coinvolge qualsiasi attività di marketing condotta online.

Infatti il Web Marketing comprende il Display Advertising, il Search Engine Marketing o SEM, la Search Engine Optimization o SEO, il Social Media Marketing anche questo è divenuto sempre più una branca del Web Marketing che richiede competenze specifiche per cui si tende a considerarla una forma di marketing a parte, l’Email Marketing, ecc.

Se vuoi sapere cosa pensano del marketing i marketing manager italiani intervistati su LinkedIn leggi le 18 definizioni di marketing che ho raccolto.
Decorazioni natalizie

L’idea falsa di marketing consapevole mi ricorda le scatole vuote che ricoprivo di carta colorata e fiocchi rossi e che mettevo sotto l’albero di Natale per dare l’impressione che ci fossero più regali e tutti bellissimi. Da piccolo quella era la mia versione dell’albero di Natale visto nei film americani, il simbolo di un Natale creato dalla pubblicità ma che aveva il potere di parlare direttamente ai miei desideri. Quei regali finti servivano a ricreare l’atmosfera del Natale perfetto; la famiglia felice davanti al camino che si scambia doni.

Motivo nr. 2

Il termine consapevolezza indica lo stato in cui si trova un individuo, lo stato di coscienza; la consapevolezza della propria esistenza, delle proprie sensazioni corporee, dei pensieri, di ogni cosa presente nell’ambiente che lo circonda, ecc. … Consapevolezza di qualcosa per quello che è; conoscenza di se stessi,  coscienza di quando si compiono azioni che avranno conseguenze negative, coscienza di fare del male a se stessi o ad altri, coscienza di commettere degli errori o di comportarsi in modo da generare esperienze insoddisfacenti o dolorose.

Mi pare quindi che mettere insieme il marketing e la consapevolezza sia un’azzardo che, personalmente, credo abbia generato un obbrobrio: il “Marketing Consapevole”.

Qualche esempio aiuterà ad inquadrare meglio il termine nel contesto della vita di tutti noi.

“È il caso della consapevolezza del rischio, che non frena ma rende accorti; della consapevolezza delle proprie capacità, che orienta ed entusiasma; della consapevolezza del dolore, che rende compassionevoli e gentili; della consapevolezza di essere amati, che rende invulnerabili.”

Quindi il Marketing Consapevole non esiste, ma su Google potresti trovare una versione inglese che, secondo me è la fonte da cui è nato il Marketing Consapevole, ovvero il Mindful Marketing.

Tuttavia non possiamo associare l’aggettivo consapevole alla parola marketing perché il marketing non è una persona, è “un processo sociale e manageriale attraverso il quale individui e gruppi ottengono ciò che vogliono e di cui hanno bisogno creando, offrendo e scambiando prodotti di valore con gli altri.” secondo la definizione di Philip Kotler che non condivido completamente, soprattutto perché sembra che il Marketing sia una vecchietta gentile che regala caramelle ai nipotini mentre, secondo me, sotto quella innocua immagine può nascondersi una creatura immonda che distribuisce dolcetti avvelenati ricoperti di carta multicolore.

La prossima volta che scriverò di Mindful Marketing sarà per dimostrare che anche quello non esiste, è il solito giocattolo variopinto usato per attirare l’attenzione degli imprenditori meno accorti, da parte di quei bei figurini con la parlantina da venditore porta a porta che se non cercano di ingannare qualcuno ogni giorno con un eloquio infarcito di anglicisismi e neologismi non si sentono realizzati.

Purtroppo il Mindful Marketing è sempre più associato a termini come sostenibilità, economia verde, ambiente, tutela ambientale, visione sistemica del mercato, innovazione sostenibile e cento altri termini che non hanno nulla a che spartire con il Marketing Consapevole, che nei prossimi post dimostrerò una volta di più che è una cosa inventata.

Di certo, ciò che esiste, al contrario, è il modello di azienda che io chiamo Azienda Socialmente Impegnata o A.S.I., oppure Impresa Socialmente Responsabile all’interno della quale è possibile ed auspicabile mettere in pratica regole e comportamenti che potremmo definire “consapevoli”.

Motivo nr. 3

Consapevolezza e sostenibilità non sono parenti, neppure alla lontana.

Essere consapevoli di influenzare la vita sulla Terra delle generazioni future attraverso comportamenti attuali è un concetto che condivido e sostengo. Tutti siamo connessi, collegati in qualche modo, non a parole, ma letteralmente, qualcosa ci unisce, un’energia, un flusso, chiamalo come voi, ma credo che oramai sia stato dimostrato che non siamo individui isolati, ognuno sulla sua isola deserta scollegata dalle altre. E questa definizione di sostenibilità riprende con parole simili la definizione emersa nel 1992, durante la prima Conferenza ONU sull’ambiente.

Ma qui io vedo sempre più mischiare capra e cavolo e lo dimostra un titolone che ho trovato su un sito web.

marketing consapevole

Chi ha scritto questo titolo ha certamente una sua idea sul Marketing Consapevole completamente diversa dalla mia.

Intanto usa una definizione che ti sfido a comprendere: visione sistemica del mercato. Ecco cos’è il marketing consapevole per me: prima di tutto trasparenza, uso di parole semplici ma non banali per consentire agli individui di capire e non sentirsi degli analfabeti.

Il testo continua con il passepartout della sostenibilità, la parola magica che oggi apre tutte le porte e il portafogli degli imprenditori male informati che si fanno convincere a saltare sul cavallo vincente della green economy e della sostenibilità per rimpinguare la cassa in un momento complesso e difficile come questo.

E finisce con il pezzo forte, l’innovazione sostenibile che mi trova, per una volta, concorde. Cioè è possibile innovare, modernizzare i processi produttivi, i comportamenti e mille altre cose e farlo consapevolmente delle proprie azioni, cioè innovare a beneficio della collettività, dell’intera umanità; questo è essere consapevoli del fatto che modernizzare un processo va fatto con consapevolezza delle conseguenze sulle future generazioni e sull’ambiente.

Ma da qui ad usare la parola consapevole per vendere qualsiasi scempiaggine e perfino cosmetici ce ne passa. Si perché adesso esiste perfino un sito che vende cosmetici consapevoli.

“Ciao sono una crema viso consapevole.”
“Ma sei sicura di essere una crema viso e non un budino vegan?”
“Ovvio che sono sicura, sono consapevole di essere una crema, c’è scritto anche sulla confezione!”

Spero ti abbia strappato un sorriso perché la situazione è da piangere.

Sull’Azienda Socialmente Impegnata tornerò a scrivere più in dettaglio nei prossimi articoli perché la questione mi interessa molto e voglio che gli imprenditori, i titolari d’azienda, i commercianti e i dipendenti di ogni tipo capiscano di più sull’argomento. Quindi torna a visitare il blog un po’ più spesso oppure seguimi sui canali social dove promuovo la pubblicazione dei nuovi post.

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