Consigli per piccole imprese in comunicazione aziendale, web marketing, copywriting, naming, social media, Brand Positioning, SEO.

Le persone vogliono soluzioni semplici

La ricerca della semplicità: come le soluzioni semplici stanno trasformando il modo in cui affrontiamo la complessità della vita moderna. Scopri come l'umanità abbraccia la semplicità in un mondo sempre più complicato, esplorando le ragioni dietro questa tendenza e i benefici che derivano dall'adottare un approccio più semplice alla vita, al lavoro e alle decisioni quotidiane. Un'analisi approfondita sul desiderio innato di chiarezza e facilità nella società contemporanea.

Le Persone Vogliono Soluzioni Semplici - Immagine Del Cubo Di Rubik

Non ci sono studi che dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la persone vogliono soluzioni complesse.  Non esistono neppure prove scientifiche a sostengo della tesi che le persone scelgono sempre soluzioni semplici.

Quindi, ti chiederai, come fai a dire che le persone vogliono soluzioni semplici? Sulla quali basi?

Nessuna base se non l’osservazione del comportamento delle persone. Infatti, lo scopo di questo articolo è  di stimolarti a ragionare con la tua testa ed osservare quello che fanno le persone e, eventualmente, a smentire la mia tesi.

Ovviamente, anche questa scelta rischia di portarci verso la conclusione che “abbiamo già scelto” di voler ottenere.

È il problema di ogni ricerca scientifica o personale: anche gli scienziati più scrupolosi possono arrivare a conclusioni che, in qualche modo, sono state influenzate dal metodo di indagine e da altri fattori.

Quando vogliamo dimostrare di avere ragione, consapevolmente e inconsapevolmente, saremo portati a trovare prove che ci danno ragione e risuonano con la nostra opinione.

Come dire: se voglio dimostrare che la mia teoria è più valida della tua userò un metodo che in apparenza serve a mettere entrambe le tesi sullo stesso piano ma, anche involotariamente, il mio metodo finirà per privilegiare il mio punto di vista.

Osservando i comportamenti delle persone possiamo affermare che scelgono sempre le soluzioni più semplici?

Proviamo a fare un elenco.

Italiani: cellulare vs computer.

Gli italiani preferiscono il cellulare al computer (evito di elencare tutt i vantaggi) a fronte della convinzione che usare il computer è più difficile, richiede più competenze. In molte occasioni ho insegnato l’uso del computer agli adulti e non uno mi ha detto il contrario. Il cellulare è più facile e, tralasciando l’uso professionale del desktop, fa le stesse cose di un computer.

Se non è semplice da usare cambio sito o compro altrove.

Uno dei motivi che ha fatto diventare Amazon il primo eCommerce del pianeta non sono solo i prezzi più bassi per la maggioranza degli articoli: è la facilità d’uso. Nel caso dei libri, per esempio, se preferisci gli ebook come me, ti basta 1 solo click per scaricarli. L’attenzione alla User eXperience è tutto: ovvero non devi rendermi la navigazione e la scelta difficili, devo poter acquisare dal mio smartphone senza diventare scemo mentre sono sull’autobus o aspetto il mio turno dal dentista.

Windows vs Mac.

Milioni di persone continuano a preferire Microsoft Windows ai computer di Apple (lascia stare i ricavi) perché Mac è più difficile da usare, più tutte le altre opinioni frutto del marketing delle due aziende. I centri assistenza per computer Windows sono milioni in tutto il pianeta e, se hai tempo e ti piace smanettare, ti basta andare su Internet per trovare soluzioni a tutti i problemi di software e hardware. Soluzioni semplici alla portata di tutti. Se hai un problema con un Mac ci sono i centri autorizzati, gli Apple Store e qualche amico Apple-tifoso.

Non c’è tempo per le cose complicate.

Dal momento che non abbiamo tempo (la storiella che quasi tutti si raccontano) dobbiamo fare tutto velocemente perciò abbiamo bisogno di soluzioni semplici anche, e soprattutto, a problemi complessi. Più tutto è facile meno tempo impieghiamo per fare cose, visto che non abbiamo tempo. Il cane che si morde la coda. Ma siamo connessi per oltre 6 ore al giorno ad Internet, e passiamo quasi due ore sui social (il 98% di noi lo fa da dispositivi mobili).

Ecco gli altri dati che supportano questa tesi.

Dati Social Media in Italia di We Are Social
Fonte: wearesocial.com
  • Popolazione mondiale che si avvicina agli 8 miliardi di persone, dispositivi mobili accessibili a 5,22 miliardi di persone nel 2020, quasi il 67% di persone sul pianeta;
  • 4,66 miliardi di persone accedono ad Internet;
  • 4,20 miliardi di utenti attivi sui social network dei quali 3 miliardi su Facebook, praticamente tutti gli utenti del mondo occidentale;
  • 41 milioni di utenti attivi sui social in Italia a gennaio 2021.

Ora, secondo te, queste persone che sono stressate perché non hanno tempo anche se stanno attaccate alla rete per ore, cercano soluzioni semplici o difficili ai loro problemi?

Chi smania perché non ha tempo vuole fare le cose lentamente o velocemente, cerca tutti i modi più facili per fare qualcosa oppure si perde in ricerche che non avvicinano la soluzione?

Se stai cercando uno zaino con determinate caratteristiche ti perderai in mille ricerche su siti che ti mostrano zaini che non si avvicinano a quello che desideri oppure andrai diritto ai siti che frequenti di solito perché sai che forse troverai l’articolo che hai in mente?

Cercherai la soluzione più veloce e semplice o quella più complicata?

Organizzazione uguale semplicità.

Molti sono convinti che le persone più organizzate siano quelle che adottano soluzioni semplici. E per far sembrare questa una verità universale si usano esempi comuni a miliardi di persone come “sai che un appendino vicino alla porta rende comodo appendere un cappotto? E via tutti da Ikea!”. Io non sono in guerra contro la semplicità, penso solo che fare le cose automaticamente, senza farsi domande, porta le persone a smettere di riflettere, considerare, valutare, pensare in modo critico. Il che porta a convincersi che le soluzioni semplici sono sempre quelle migliori.

La semplicità fa risparmiare.

Soluzioni semplici di investimento, soluzioni semplici per il riscaldamento, soluzioni semplici per la gestione del denaro, soluzioni semplici per la manutenzione di casa, automobile, conto bancario, soluzioni semplici per imparare a fare di tutto, dal cucinare al prendere una laurea, soluzioni semplici per stare in forma, perdere peso, fare muscoli.

Per ogni esigenza c’è un modo e un’app che semplifica la vita, rende ogni cosa semplice e facile. Perché non approfittarne dato che la vita è già complicata per sé e il tempo per fare tutto è sempre meno?

La tecnologia intelligente semplifica la vita.

Lo Smart Working semplifica la vita! Poi viene l’intelligenza artificiale, le tecnologie per non fare cose che sono scocciature, richiedono tempo come fare il check-in all’aeroporto, spedire un pacco alle poste, chiedere un prestito in banca e, non solo in Cina, pagare la spesa senza dover usare più smartphone, contante (orrore!) o carta di credito, solo attraverso il riconoscimento facciale. All’improvviso perfino le zampe di gallina sotto gli occhi diventano utili e finalmente siamo liberi di non dovere usare più le mani per tirare fuori il portafogli o firmare un documento digitale (cartaceo è per gli sfigati).

Vendere soluzioni semplici è alla portata di tutti.

Pillole dimagranti, integratori per perdere peso, ridurre il giro vita, mettere muscoli senza fare fatica in palestra, aggeggi da tortura da indossare per guarire ogni specie di dolore corporeo. Il mercato delle soluzioni semplici, veloci, facili per ogni bisogno umano è esploso in tutto il pianeta. Non ci credi? Ti servono dati? Guarda i social, lì c’è la vita degli altri, cosa fanno, cosa pensano, come vivono.

Ti basta una stanza in casa, qualche banda elastica e qualche peso, uno smartphone per registrare video, passione e qualche conoscenza di fitness e puoi mettere online il tuo business per “aiutare le persone a stare meglio con sé stesse”. Non mi dilungo su questa ultima frase. Un esempio? Il giro d’affari della categoria prodotti dietetici in Italia è di decine di miliardi di euro, dà impiego a migliaia di persone ed è in continua crescita. Hey, ma io non ho un magazzino o un’azienda per fare eCommerce! C’è la soluzione semplice anche per questo: il dropshipping e da un giorno all’altro vendi in tutto il mondo dal tuo divano. Cerca su Google: il primo annuncio strombazza “Dropshipping Facile!”.

Non pensare criticamente abitua le persone a scegliere la strada più comoda e finisce per azzerare l’enorme potere dell’intelligenza umana.

Cosa devo dare alla mia micro nicchia: soluzioni semplici o complesse?

Io dico che gli esempi che hai letto bastano e avanzano per dimostrare la tesi che le persone vogliono soluzioni semplici.

Puoi cercare altre informazioni a supporto di questa affermazione ma a questo punto preferisco darti un consiglio gratuito.

Se hai identificato bene bene la micro nicchia di persone che vuoi servire, adesso potresti concentrarti sulla segmentazione, cioè sul suddividere i tuoi potenziali clienti in categorie omogenee.

Come trovare la tua micro nicchia è un post pieno di consigli ed esempi.

Sulla base della tesi che ho espresso in questo post, direi che non c’è da lavorare troppo: ci sono persone che vogliono soluzioni semplici e altri che non si accontentano e vogliono andare oltre, approfondire, cercare qualcosa di meno facile e che non sembri la “pappa pronta” che altri, invece, preferiscono.

Due categorie, due approcci di comunicazione e marketing diversi.

Per la categoria di persone del “semplice e veloce”, potresti creare contenuti di marketing scritti e indirizzati specificamente a costoro. Stile comunicativo semplice ma che non sembri per stupidi, argomenti del genere “come fare questo”, “come creare quello”, quello che in inglese si chiama “how to”, il come fare. Adatto per quasi tutto.

Nella seconda categoria c’è chi non si ferma al “semplice e veloce” ma vuole sentirsi più artefice delle sue scelte, chi non gira con il pilota automatico sempre in funzione, chi è più consapevole che tutti scelgono spinti dalle emozioni e confermano le scelte con la ragione ma non per questo non decide mai. Per queste persone serve un approccio diverso, servono approfondimenti perché non si accontentano dello slogan per essere convinti a comprare o inviare una mail; pretendono più informazioni da fonti autorevoli, affidabili, validate anche da altri (dalle recensioni e dei referral).

Diciamo che la seconda categoria si avvicina di più al tipo intermedio o avanzato.

Nel caso di questo articolo, ad esempio, io l’ho inserito nella categoria “contenuti per esperti” anche se non è scritto in linguaggio accademico, ma contiene opinioni, punti di vista, idee, cioè contenuti che il lettore beginner, quello che cerca i contenuti “how to” non ritiene interessante. E non pretendo che lo sia perché non è, appunto, tagliato per la sua categoria.

Attenzione!

Questa suddivisione può dare l’idea che la prima categoria comprenda persone di serie B e la seconda quelli di serie A, sfigati contro intelligentoni. Niente di ciò. Si tratta di suddividere le persone in due modi di cercare contenuti e informazioni e di consumarli. Sono due stili di vita, due modi di pensare e fare scelte, niente a che fare col livello culturale o sociale.

Nessuna persona è mai completamente membro della prima categoria o della seconda. Questo articolo è pensato considerando l’Italia e gli italiani, anche se la globalizzazione in molti casi ci ha omogeneizzato.

Questa segmentazione non è netta come potrebbe esserlo per altri paesi nei quali la suddivisione in gruppo sociali è più marcata come negli Stati Uniti o in Gran Bretagna dove esiste, anche se non appare agli occhi di molti, una separazione in caste o strati sociali che informa tutta la società.

Ho scritto di un altro modello per la segmentazione dei destinatari dei contenuti, quello che uso per il mio blog e i social media. Infatti ho suddiviso i contenuti per:

  • beginner o principianti
  • lettore intermedio
  • utenti esperti o advanced

Lo trovi spiegato in questo post: Come creare contenuti

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Consigli scrittura blogContenuto MindsetCreare contenuti per vendere

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Offro soluzioni, spesso originali e consigli a piccole imprese su temi relativi a comunicazione aziendale, web marketing, copywriting, naming, social media, Brand Positioning, SEO.

Le mie competenze sono a disposizione di aziende e professionisti che desiderano creare relazioni con potenziali clienti impiegando i mezzi della comunicazione crossmediale, il Web Marketing e il Social Media Marketing.

Non ci sono studi che dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la persone vogliono soluzioni complesse.  Non esistono neppure prove scientifiche a sostengo della tesi che le persone scelgono sempre soluzioni semplici.

Quindi, ti chiederai, come fai a dire che le persone vogliono soluzioni semplici? Sulla quali basi?

Nessuna base se non l’osservazione del comportamento delle persone. Infatti, lo scopo di questo articolo è  di stimolarti a ragionare con la tua testa ed osservare quello che fanno le persone e, eventualmente, a smentire la mia tesi.

Ovviamente, anche questa scelta rischia di portarci verso la conclusione che “abbiamo già scelto” di voler ottenere.

È il problema di ogni ricerca scientifica o personale: anche gli scienziati più scrupolosi possono arrivare a conclusioni che, in qualche modo, sono state influenzate dal metodo di indagine e da altri fattori.

Quando vogliamo dimostrare di avere ragione, consapevolmente e inconsapevolmente, saremo portati a trovare prove che ci danno ragione e risuonano con la nostra opinione.

Come dire: se voglio dimostrare che la mia teoria è più valida della tua userò un metodo che in apparenza serve a mettere entrambe le tesi sullo stesso piano ma, anche involotariamente, il mio metodo finirà per privilegiare il mio punto di vista.

Osservando i comportamenti delle persone possiamo affermare che scelgono sempre le soluzioni più semplici?

Proviamo a fare un elenco.

Italiani: cellulare vs computer.

Gli italiani preferiscono il cellulare al computer (evito di elencare tutt i vantaggi) a fronte della convinzione che usare il computer è più difficile, richiede più competenze. In molte occasioni ho insegnato l’uso del computer agli adulti e non uno mi ha detto il contrario. Il cellulare è più facile e, tralasciando l’uso professionale del desktop, fa le stesse cose di un computer.

Se non è semplice da usare cambio sito o compro altrove.

Uno dei motivi che ha fatto diventare Amazon il primo eCommerce del pianeta non sono solo i prezzi più bassi per la maggioranza degli articoli: è la facilità d’uso. Nel caso dei libri, per esempio, se preferisci gli ebook come me, ti basta 1 solo click per scaricarli. L’attenzione alla User eXperience è tutto: ovvero non devi rendermi la navigazione e la scelta difficili, devo poter acquisare dal mio smartphone senza diventare scemo mentre sono sull’autobus o aspetto il mio turno dal dentista.

Windows vs Mac.

Milioni di persone continuano a preferire Microsoft Windows ai computer di Apple (lascia stare i ricavi) perché Mac è più difficile da usare, più tutte le altre opinioni frutto del marketing delle due aziende. I centri assistenza per computer Windows sono milioni in tutto il pianeta e, se hai tempo e ti piace smanettare, ti basta andare su Internet per trovare soluzioni a tutti i problemi di software e hardware. Soluzioni semplici alla portata di tutti. Se hai un problema con un Mac ci sono i centri autorizzati, gli Apple Store e qualche amico Apple-tifoso.

Non c’è tempo per le cose complicate.

Dal momento che non abbiamo tempo (la storiella che quasi tutti si raccontano) dobbiamo fare tutto velocemente perciò abbiamo bisogno di soluzioni semplici anche, e soprattutto, a problemi complessi. Più tutto è facile meno tempo impieghiamo per fare cose, visto che non abbiamo tempo. Il cane che si morde la coda. Ma siamo connessi per oltre 6 ore al giorno ad Internet, e passiamo quasi due ore sui social (il 98% di noi lo fa da dispositivi mobili).

Ecco gli altri dati che supportano questa tesi.

Dati Social Media in Italia di We Are Social
Fonte: wearesocial.com
  • Popolazione mondiale che si avvicina agli 8 miliardi di persone, dispositivi mobili accessibili a 5,22 miliardi di persone nel 2020, quasi il 67% di persone sul pianeta;
  • 4,66 miliardi di persone accedono ad Internet;
  • 4,20 miliardi di utenti attivi sui social network dei quali 3 miliardi su Facebook, praticamente tutti gli utenti del mondo occidentale;
  • 41 milioni di utenti attivi sui social in Italia a gennaio 2021.

Ora, secondo te, queste persone che sono stressate perché non hanno tempo anche se stanno attaccate alla rete per ore, cercano soluzioni semplici o difficili ai loro problemi?

Chi smania perché non ha tempo vuole fare le cose lentamente o velocemente, cerca tutti i modi più facili per fare qualcosa oppure si perde in ricerche che non avvicinano la soluzione?

Se stai cercando uno zaino con determinate caratteristiche ti perderai in mille ricerche su siti che ti mostrano zaini che non si avvicinano a quello che desideri oppure andrai diritto ai siti che frequenti di solito perché sai che forse troverai l’articolo che hai in mente?

Cercherai la soluzione più veloce e semplice o quella più complicata?

Organizzazione uguale semplicità.

Molti sono convinti che le persone più organizzate siano quelle che adottano soluzioni semplici. E per far sembrare questa una verità universale si usano esempi comuni a miliardi di persone come “sai che un appendino vicino alla porta rende comodo appendere un cappotto? E via tutti da Ikea!”. Io non sono in guerra contro la semplicità, penso solo che fare le cose automaticamente, senza farsi domande, porta le persone a smettere di riflettere, considerare, valutare, pensare in modo critico. Il che porta a convincersi che le soluzioni semplici sono sempre quelle migliori.

La semplicità fa risparmiare.

Soluzioni semplici di investimento, soluzioni semplici per il riscaldamento, soluzioni semplici per la gestione del denaro, soluzioni semplici per la manutenzione di casa, automobile, conto bancario, soluzioni semplici per imparare a fare di tutto, dal cucinare al prendere una laurea, soluzioni semplici per stare in forma, perdere peso, fare muscoli.

Per ogni esigenza c’è un modo e un’app che semplifica la vita, rende ogni cosa semplice e facile. Perché non approfittarne dato che la vita è già complicata per sé e il tempo per fare tutto è sempre meno?

La tecnologia intelligente semplifica la vita.

Lo Smart Working semplifica la vita! Poi viene l’intelligenza artificiale, le tecnologie per non fare cose che sono scocciature, richiedono tempo come fare il check-in all’aeroporto, spedire un pacco alle poste, chiedere un prestito in banca e, non solo in Cina, pagare la spesa senza dover usare più smartphone, contante (orrore!) o carta di credito, solo attraverso il riconoscimento facciale. All’improvviso perfino le zampe di gallina sotto gli occhi diventano utili e finalmente siamo liberi di non dovere usare più le mani per tirare fuori il portafogli o firmare un documento digitale (cartaceo è per gli sfigati).

Vendere soluzioni semplici è alla portata di tutti.

Pillole dimagranti, integratori per perdere peso, ridurre il giro vita, mettere muscoli senza fare fatica in palestra, aggeggi da tortura da indossare per guarire ogni specie di dolore corporeo. Il mercato delle soluzioni semplici, veloci, facili per ogni bisogno umano è esploso in tutto il pianeta. Non ci credi? Ti servono dati? Guarda i social, lì c’è la vita degli altri, cosa fanno, cosa pensano, come vivono.

Ti basta una stanza in casa, qualche banda elastica e qualche peso, uno smartphone per registrare video, passione e qualche conoscenza di fitness e puoi mettere online il tuo business per “aiutare le persone a stare meglio con sé stesse”. Non mi dilungo su questa ultima frase. Un esempio? Il giro d’affari della categoria prodotti dietetici in Italia è di decine di miliardi di euro, dà impiego a migliaia di persone ed è in continua crescita. Hey, ma io non ho un magazzino o un’azienda per fare eCommerce! C’è la soluzione semplice anche per questo: il dropshipping e da un giorno all’altro vendi in tutto il mondo dal tuo divano. Cerca su Google: il primo annuncio strombazza “Dropshipping Facile!”.

Non pensare criticamente abitua le persone a scegliere la strada più comoda e finisce per azzerare l’enorme potere dell’intelligenza umana.

Cosa devo dare alla mia micro nicchia: soluzioni semplici o complesse?

Io dico che gli esempi che hai letto bastano e avanzano per dimostrare la tesi che le persone vogliono soluzioni semplici.

Puoi cercare altre informazioni a supporto di questa affermazione ma a questo punto preferisco darti un consiglio gratuito.

Se hai identificato bene bene la micro nicchia di persone che vuoi servire, adesso potresti concentrarti sulla segmentazione, cioè sul suddividere i tuoi potenziali clienti in categorie omogenee.

Come trovare la tua micro nicchia è un post pieno di consigli ed esempi.

Sulla base della tesi che ho espresso in questo post, direi che non c’è da lavorare troppo: ci sono persone che vogliono soluzioni semplici e altri che non si accontentano e vogliono andare oltre, approfondire, cercare qualcosa di meno facile e che non sembri la “pappa pronta” che altri, invece, preferiscono.

Due categorie, due approcci di comunicazione e marketing diversi.

Per la categoria di persone del “semplice e veloce”, potresti creare contenuti di marketing scritti e indirizzati specificamente a costoro. Stile comunicativo semplice ma che non sembri per stupidi, argomenti del genere “come fare questo”, “come creare quello”, quello che in inglese si chiama “how to”, il come fare. Adatto per quasi tutto.

Nella seconda categoria c’è chi non si ferma al “semplice e veloce” ma vuole sentirsi più artefice delle sue scelte, chi non gira con il pilota automatico sempre in funzione, chi è più consapevole che tutti scelgono spinti dalle emozioni e confermano le scelte con la ragione ma non per questo non decide mai. Per queste persone serve un approccio diverso, servono approfondimenti perché non si accontentano dello slogan per essere convinti a comprare o inviare una mail; pretendono più informazioni da fonti autorevoli, affidabili, validate anche da altri (dalle recensioni e dei referral).

Diciamo che la seconda categoria si avvicina di più al tipo intermedio o avanzato.

Nel caso di questo articolo, ad esempio, io l’ho inserito nella categoria “contenuti per esperti” anche se non è scritto in linguaggio accademico, ma contiene opinioni, punti di vista, idee, cioè contenuti che il lettore beginner, quello che cerca i contenuti “how to” non ritiene interessante. E non pretendo che lo sia perché non è, appunto, tagliato per la sua categoria.

Attenzione!

Questa suddivisione può dare l’idea che la prima categoria comprenda persone di serie B e la seconda quelli di serie A, sfigati contro intelligentoni. Niente di ciò. Si tratta di suddividere le persone in due modi di cercare contenuti e informazioni e di consumarli. Sono due stili di vita, due modi di pensare e fare scelte, niente a che fare col livello culturale o sociale.

Nessuna persona è mai completamente membro della prima categoria o della seconda. Questo articolo è pensato considerando l’Italia e gli italiani, anche se la globalizzazione in molti casi ci ha omogeneizzato.

Questa segmentazione non è netta come potrebbe esserlo per altri paesi nei quali la suddivisione in gruppo sociali è più marcata come negli Stati Uniti o in Gran Bretagna dove esiste, anche se non appare agli occhi di molti, una separazione in caste o strati sociali che informa tutta la società.

Ho scritto di un altro modello per la segmentazione dei destinatari dei contenuti, quello che uso per il mio blog e i social media. Infatti ho suddiviso i contenuti per:

  • beginner o principianti
  • lettore intermedio
  • utenti esperti o advanced

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