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Il 1° blog in Italia sul Marketing Consapevole per micro e piccole imprese e professionisti.

Smetti di guardare il dito: guarda la luna.

Un noto proverbio recita: "Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito". Non voglio offenderti ma invitarti a guardare dietro l'apparenza e cogliere cosa nasconde, soprattutto se sei un imprenditore, un artigiano, un professionista, un commerciante.

Smetti Di Guardare Il Dito Guarda La Luna. - Luna Piena Di Notte.

Prima di spiegare il titolo “Smetti di guardare il dito: guarda la luna” serve una brevissima introduzione.

Anche se non esistono dati specifici sul valore del web marketing o del marketing in generale in Italia data la vastità del mercato, ho trovato alcuni numeri per inquadrare il tema fare marketing in questo paese e, di conseguenza, quanto è importante che il settore “tiri” per chi ci lavora.

Quanto vale l’influencer marketing?

Engage.it riporta: “Secondo uno studio di IAB Europe e TikTok for Business, ripreso da Warc, nel 2020 in Europa l’influencer marketing è stato in grado di catalizzare una spesa complessiva di 1,4 miliardi di euro.

Tra il 2017 e il 2020, gli investimenti in influencer marketing a livello europeo sono quasi triplicati, crescendo lo scorso anno del 14%. E la corsa di questo settore non accenna a rallentare: nuovi incrementi si attendono anche per il 2021.”

Quanto vale la pubblicità online?

Un dato che riguarda specificamente l’advertising, la pubblicità online lo ha fornito a fine 2020 IAB.it, l’associazione dedicata all’advertising interattivo e presente in gran parte del mondo.

Il settore dell’advertising online nel 2020 vale tra i 3,05 e i 3,19 miliardi. Gli investimenti in pubblicità digitale calano del 4-8%. Un dato migliore di quello del comparto pubblicitario generale, che invece segna una perdita compresa tra il 12 e il 14%.”

Anche guardando solo questi due dati è facile rendersi conto di come stanno le cose nel marketing digitale in Italia: il settore fa lavorare molte persone, molti sono professionisti rispettabili mentre moltissimi non fanno altro che copiare o rifare quello che fanno i guru del marketing e moltissimi fanno marketing per arrivare a fine mese tanto qualche micro imprenditore da spennare si trova sempre.

Quindi ogni impresa italiana, dalle micro aziende artigianali alle PMI (tralascio le grandi società) sono bersagliate ogni giorno da email, telefonate, visite, campagne pubblicitarie su riviste, tv, Internet e canali di ogni sorta.

E tutti questi messaggi di cui le imprese sono oggetto hanno un solo scopo: vendere.

Si cerca di convincere gli imprenditori con l’unico modo per trovare clienti e fan sui social, vendere online e offline, vincere la concorrenza e fatturare come Google.

Un esercito agguerrito ogni giorno ha il solo scopo di convincere il piccolo imprenditore che se non fa marketing fallirà, se non fa pubblicità su Facebook nessuno comprerà i suoi prodotti o servizi, se non investe in Google Ads i concorrenti se lo mangeranno vivo, se non investe nella produzione di “contenuti di valore” da sparare su Instagram o YouTube la sua azienda non se la filerà nessuno e potrebbe finire sotto i ponti.

Marines del Marketing - Immagine di militari armati

Io lo chiamo l’esercito dei Marines del Marketing, individui addestrati a non accettare un “no” come risposta.

Ovviamente starai pensando che anche io faccio parte di quell’esercito perché cerco di venderti la mia consulenza di marketing consapevole o di Brand Positioning. Non lo pensi? Bene, perché infatti il mio scopo è un altro.

Io voglio darti idee, mostrarti cose che ti sfuggono, voglio aiutarti a farti domande che altri vogliono convincerti che non devi farti perché “il problema è un altro”.

Voglio aiutarti a ragionare con la tua testa perché li dentro ci sono moltissime risposte, solo che ti hanno convinto che sono sbagliate perché devi investire nel sito web, nei canali social, nell’email marketing e via di questo passo per essere visibile e, ovviamente, perchè il tuo mestiere è un altro e non gli attributi per occuparti anche di marketing online.

Lungi da me dirti che tutti questi strumenti non servono. Ovvio che servono. Ma non vanno usati come lo hai fatto fino ad oggi perchè sono solo una conseguenza di una scelta, sono il passo successivo, non quello prima di tutto.

Smetti di guardare il dito e guarda la luna.

Fuori dalla porta ogni giorno c’è un soldato di quell’esercito. Se decidi di non aprire la porta poco male: appena accendi il computer o guardi il cellulare ti piombano addosso tutti gli altri soldati addestrati a convincerti che devi fare una montagna di azioni di marketing e che, per tua fortuna, adesso tutti i piccoli imprenditori possono fare web marketing, local marketing e con poche centinaia di euro al mese vendere come se non ci fosse un domani.

Se hai una piccola attività o sei un commerciante immagino sarai accerchiato: tutti vogliono venderti il local marketing

Intanto che ci sono ti spiego cos’è il Local Marketing.

Ti basta cercare su Internet e la prima definizione che ti capita è una specie di legge superiore alla quale devi obbedire per non perdere clienti.

Local Marketing Definizione

Ecco un esempio delle parole che usano i “Marines del Marketing” per convincerti che la prima cosa da fare è investire in annunci sui social, Google My Business e mezzi simili.

Comunque fare Local Marketing significa, essenzialmente, utilizzare gli stessi strumenti di marketing che usano tutte le aziende e aggiungerci alcune funzioni o applicazioni come Google My Business per essere visibili solo o principalmente nella tua area geografica.

Quindi tutto il marketing va ripensato in chiave di mercato locale, clienti vicini a te o potenziali clienti che cercano un’attività specifica in un determinato luogo; pensa a turisti che dal Piemonte si spostano a Rimini e cercano un “ristorante messicano a Rimini” o un “veterinario per animali esotici a Cattolica”.

Tutta questa eccitazione intorno al Local Marketing, in realtà non nasce dall’intuizione di un guru del marketing. Sono le multinazionali che dominano Internet a decidere come portare più acqua al loro mulino inventandosi “sistemi” che da un lato offrono più opportunità anche alle micro attività artigianali ed ai commercianti e dall’altro li spingon a entrare in un calderone dove la concorrenza non è spietata. Di più!

E qui dovrei aprire il discorso sul perchè proprio per questo motivo fare Brand Positioning è diventato molto, molto importante. Ma te ne parlo fra poco.

Ovviamente non sono qui per dirti di non investire in marketing e comunicazione.

Voglio farti capire che non tutte le attività devono fare gli stessi investimenti a occhi chiusi perché qualcuno ha detto che funzionano.

Quindi, non tutte le attività devono fare Brand Positioning, non perché non possono permetterselo ma perché il loro business potrebbe aver bisogno di altri strumenti per fare acquisizione clienti.

Anche se, guardando bene bene, senza Brand Positioning non c’è marketing che tenga.

Quindi lo scopo di questo articolo è farti capire che non devi cedere alle lusinghe del Marines del Marketing solo perché sanno usare le parole giuste per farti aprire il portafogli.

Prima cerca di capire bene tre cose: cosa fai, perché lo fai, e in cosa il tuo prodotto o la tua attività sono diversi dai concorrenti.

Per la verità, la terza cosa dovrebbe essere la prima: capire in cosa il tuo prodotto o servizio si distingue da quelli dei tuoi concorrenti o capire in che cosa la tua impresa è diversa dalle altre che offrono lo stesso prodotto o servizio.

Non essere stolto: guarda la luna!

Non intendo offendere nessuno. Ogni imprenditore è responsabile delle proprie scelte ed io non sono qui per giudicare, anzi, difendo coi denti le scelte altrui, fintanto che sono consapevoli. Quando non lo sono mi riesce un po’ più difficile sostenerle.

Perciò ti ripeto, smetti di guardare il dito e guarda la luna. Cerca di capire qual è il motivo perché la tua attività non fattura, non vende, perché non trovi clienti, perché il tuo sito non fa traffico, perché il tuo mail marketing non funziona.

Smetti di farti guidare da chi ti vuole convincere a fare A/B test ad oltranza, smetti di farti consigliare da chi vuole farti fare campagne su Facebook fino a quando non si trova la formula giusta.

Il problema, e ti parlo con l’esperienza che degli ultimi 30 anni prima da imprenditore poi da consulente, 9 volte su 10 è che non hai fatto Brand Positioning, la tua attività non ha un’identità definita, non c’è un’idea differenziante che ti mette nella mente dei clienti in una posizione specifica. Sei uguale agli altri anche se i tuoi annunci sono fatti da un’agenzia o da un copywriter professionista.

Senza un’idea differenziante nessun cliente saprà dove metterti nella sua mente, non capirà perché deve preferirti a un concorrente che invece è posizionato correttamente, ha un brand chiaro e usa gli strumenti di marketing per ribadire costantemente la sua posizione ed il suo messaggio.

In parole povere, il messaggio che voglio farti arrivare è questo.

Se prima di costruire la casa non costruisci le fondamenta, la casa non sta in piedi.
Prima di ogni attività di marketing e comunicazione c’è la definizione dell’idea differenziante.

I pro e contro del Brand Positioning.

  • Se crei la tua idea differenziante spendi meno tempo e meno soldi perché tutto quello che fai dopo, dagli annunci al sito, da Google My Business a Instagram seguirà i contenuti e le regole stabilite nel piano di Brand Positioning. Il lavoro fatto all’inizio te lo porterai appresso per mesi e anni. Non dovrai ogni volta farti guidare dal venditore di turno che ha avuto un’idea fantastica per promuovere la tua attività.
  • I contro di non trovare la tua idea differenziante sono facili da capire: ognuno di Marines del Marketing ti convincerà ad usare le sue idee sulla tua attività per creare testi, annunci, immagini, video e mille altri strumenti. In questo modo ogni volta sarai da capo. Ore e ore spese a inventarti qualcosa e soldi buttati dalla finestra perché le vendite sono aumentate dello 0,01%.

Le fondamenta sulle quali ogni attività o impresa costruisce il business sono Brand Positioning. Puoi spendere migliaia di euro in marketing e pubblicità ma senza un’idea differenziante, senza un piano di Brand Positioning non vai lontano e un giorno dirai la cosa che tutti gli imprenditori dicono quando c’è la crisi o le vendite non si muovono: tagliamo la pubblicità tanto non serve a niente.

Me lo hanno sbattuto in faccia decine di piccoli imprenditori quando mi presentavo come venditore di spazi pubblicitari. Se mi segui su LinkedIn o hai letto la mia storia saprai per chi ho lavorato.

Senza un’idea differenziante solida continuerai a spendere in annunci, rifacimento del sito, email marketing, campagne di social media marketing e alla fine resterai a bocca asciutta.

E la scusa che tutti adotteranno per pararsi il didietro è che non hai una brand image, non hai un logo fatto bene, non fai storytelling, non fai marketing automation, il tuo prodotto non è richiesto, la tua azienda dovrebbe fare questo e quello.

Nessuno ti prenderà mai in disparte per dirti che senza Brand Positioning o anche un’idea diffenziante (che poi è la base del Brand Positioning) non vai lontano, in un mondo dove ogni tuo concorrente pensa di farti fuori con tutti i mezzi.

Non è tutto chiaro?

Non preoccuparti se non hai mai sentito parlare di Brand Positioning o di Marketing Consapevole. C’è un momento per tutto.

Nella vita ci capitano tante cose, alcune le comprendiamo altre no. Ascoltiamo tante parole, molte non le comprendiamo. Altre, invece, le capiamo subito; di più, ci arrivano come se qualcuno ce le avesse messe in testa tanto tempo fa e solo adesso le capiamo.

È come quello che chiamano amore a prima vista, qualcuno ci dice delle parole e noi le comprendiamo senza esitazioni, come se loro stessero aspettando solo noi e noi solo loro. Come ho detto, ogni cosa si manifesta quando possiamo capirla, quando siamo consapevoli al punto da capirla senza sforzo.

Ecco quello che mi è successo con il Brand Positioning. Un giorno ho percepito che fra la mia idea di un marketing etico e il Brand Positioning c’è una sintonia profonda. Non è capitato 20 anni fa o prima, è capitato nel preciso istante in cui potevo capirlo senza sforzo perché era quello che ho cominciato a voler fare da un po’ di tempo: un marketing etico, il Marketing Consapevole come lo chiamo io.

Il Brand Positioning fa questo: ti permette di dire le come stanno, come sono, senza ricorrere agli stratagemmi della retorica o del copywriting persuasivo.

 

Sarà l’età, sarà il crescente disgusto per la manipolazione mentale spacciata per marketing del nuovo millennio che vedo da parecchio tempo, forse già da quando vendevo “aria fritta” per decine di milioni di lire credendo che fosse figo, sarà che adesso è il momento per provare a cambiare le cose insieme a qualche imprenditore che la pensa come me.

Perciò, se vuoi capire come funziona il Brand Positioning e il Marketing Consapevole scrivimi due righe.

Potremo organizzare un incontro online e capire se è il caso di fare un viaggio insieme in questi due mondi oppure restare amici.

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Marino Baccarini

Sono un consulente in Comunicazione Aziendale, Web marketing e Social Media Marketing.

Offro le mie competenze ad aziende e professionisti che desiderano creare relazioni con potenziali clienti per incrementare le vendite impiegando i mezzi della comunicazione crossmediale, il Web Marketing ed il Social Media Marketing.

Il mio interesse primario è diffondere la pratica della Mindfulness nelle aziende e invitare le imprese a trasformarsi in Aziende Socialmente Impegnate (non è la stessa cosa del protocollo CSR).

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