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È tempo di disimparare

È tempo di dimenticare il marketing vecchio stile focalizzato solo su profitto e vendite. Ora bisogna porre le persone al centro, capirne i bisogni profondi e utilizzare la tecnologia per migliorare la loro vita. Solo così le aziende sopravvivranno ai cambiamenti epocali in atto. Dimentica le maschere che moltissime aziende indossano fingendo interesse e raccontando al mondo che mettono il cliente "al centro". Non lo fanno perchè del cliente a loro interessa solo il portafogli.

È Tempo Di Disimparare- Illustrazione Di Lavaggio Del Cervello Con Acqua.

Similmente alla notissima prima storia nel libro “101 Storie Zen” di Nyogen Senzaki e Paul Reps, la definizione di uno dei nove atteggiamenti tipici della pratica di mindfulness data dal suo promotore Jon Kabat-Zinn punta allo stesso scopo: “svuotare” la mente da congetture, pregiudizi e conoscenze sedimentate per affrontare il nuovo.

Così è la mente del principiante, la “Beginner’s mind”, l’orientamento da acquisire per vivere ogni momento per ciò che è, sempre nuovo, sempre unico, un momento che non abbiamo mai vissuto prima.

Spesso siamo così esperti, la nostra “mente” è così ricca di esperienze e conoscenze, da renderci difficile vedere il nuovo, lo sconosciuto senza giudicarlo.

La mente dell’esperto prevede poche possibilità perché già colma di nozioni mentre la mente del principiante è ricca di infinite possibilità.

Allo stesso modo, chi vuole veramente imparare qualcosa che ha già sperimentato in passato e del quale possiede un certo bagaglio di nozione, dovrebbe svuotare la mente da ciò che sa o crede di sapere, disimparare per imparare di nuovo senza i limiti imposti da una conoscenza che induce a giudicare ancora prima di conoscere.

Nan-in, un maestro giapponese dell‟era Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per inter-rogarlo sullo Zen.

Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a ver-sare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a conte-nersi. «E ricolma. Non ce n‟entra più!».

«Come questa tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?».

Una tazza di tè – 101 storie zen

È tempo di disimparare

È tempo di disimparare gran parte di quello che abbiamo messo in pratica negli ultimi 100 anni relativamente al marketing e iniziare a mettere in pratica l’essenza del marketing che non è vendere, non è generare profitto, bensì creare relazioni tra gli esseri umani.

Chi produce e vende non sono fabbriche, aziende, micro attività o gigantesche corporation. Queste sono solo categorie, parole per definire degli insiemi.

Nella realtà sono organizzazioni gestite da esseri umani con ruoli e compiti, come produrre, confezionare, spedire, promuovere, vendere, assistere.

Fino ad oggi fare marketing a fare pubblicità sono stati sinonimi dato che, nella sua essenza fare pubblicità vuol dire cercarae di vendere per ricavare denaro per continuare a fare pubblicità, in un ciclo infinito.

Da un certo punto di vista associare il marketing alla pubblicità ha avuto senso fino ad oggi.

Adesso non ce l’ha più.

Perché tutto è cambiato e sta cambiando a una velocità senza precendenti, anche se non lo vuoi, anche se non te ne accorgi.

Ora è tempo di disimparare tutto quello che abbiamo imparato e creduto eterno.

È il momento di osservare, senza il paraocchi che rappresenta tutta la nostra conoscenza e vedere con occhi privi di ogni filtro.

Marketing è creazione di relazioni umane 

Le aziende dovrebbero porsi al servizio delle persone, non il contrario. In un’epoca di rapide trasformazioni tecnologiche, solo chi sarà in grado di comprendere e soddisfare i bisogni profondi degli individui, non solo materiali ma anche emotivi e spirituali, potrà davvero costruire relazioni solide e durature con i clienti. Il profitto arriverà di conseguenza.

È il momento per tutte le aziende, dall’artigiano alla multinazionale, di smettere di usare Internet per ciò che non è: un modo per farsi pubblicità e tentare di vendere.

Internet è il più grande contenitore di conoscenza mai creato dal pensiero umano e nel 99% questa conoscenza è gratuita e sempre disponibile. A disposizione di tutta l’umanità che ha una connessione.

Infatti, non dimentichiamo che a luglio 2023, gli utenti Internet in tutto il mondo erano 5,19 miliardi, pari al 64,6% della popolazione globale. [1] [2] [3]

Tuttavia, circa il 37% della popolazione mondiale, ovvero una persona su tre, non ha accesso a Internet. [4][5] Ciò equivale a circa 2,9 miliardi di persone ancora offline, di cui il 96% vive nei paesi in via di sviluppo. [1]

infografica sull'accesso alla rete Internet a luglio 2023

È il momento di disimparare a usare la tecnologia per soddisfare i bisogni delle aziende e delle organizzazioni di ogni tipo e di iniziare subito, da questo istante, a usarla per soddisfare i bisogni degli esseri umani.

Quindi il mio consiglio è disimparare le domande che ti sei posto fino ad ora, sul tipo di:

  • Come posso usare i social media per vendere di più?
  • Come posso impiegare una nuova tecnologia per portare più traffico al mio sito?
  • Come posso ridurre i costi usando l’Intelligenza Artificiale e creare prodotti migliori, contenuti migliori e vendere di più?

Se credi che queste domande non portino denaro fai due errori:

  1. il primo è di credere che l’unico scopo delle attività imprenditoriali e commerciali sia fare soldi.
  2. Il secondo è credere ancora che la tua attività stia funzionando a meraviglia perché girano soldi a a palate, mentre tu non hai uno stipendio perché tutto quello che entra serve a pagare salari dei dipendenti e operai, affitti, bollette, fornitori, finanziamenti e tasse.

È il momento di imparare a porsi domande che solo pochi hanno capito essere le sole che possono aiutare le aziende a sopravvivere alla trasformazione globale in atto su tutto il pianeta.

Quelle domande sono: 

  • Come possiamo utilizzare questa nuova tecnologia per risolvere problemi reali e concreti delle persone?
  • In che modo posso rendere la vita delle persone più semplice, comoda e soddisfacente? 
  • Quali nuovi bisogni e desideri nasceranno da questa innovazione?
  • Come posso adattare il mio modello di business per creare valore in modo nuovo?
  • Di cosa avranno realmente bisogno le persone tra 5-10 anni e come posso prepararmi da ora?
  • Quali nuovi comportamenti, abitudini e aspettative porterà questa nuova tecnologia?
  • Come trasformerò la cultura della mia azienda per comprendere a fondo e utilizzare pienamente questa o quella nuova tecnologia?
  • Come coinvolgerò attivamente clienti e dipendenti in questa evoluzione?
  • In che modo garantirò che questi cambiamenti abbiano un impatto sociale positivo?

Se stai pensando di avviare la tua attività indipendente online la prima voce nella tua “to do list” deve essere individuare quale problema sei in grado di risolvere in modo unico e originale, creando valore per un pubblico specifico.

Per sapere come fare, approfondisci uno degli articoli più letti del mio blog: come trovare la tua micro nicchia

Porsi domande centrate sull’umanità, oltre che sulla tecnologia, è la chiave per gestire al meglio la trasformazione epocale che stiamo vivendo.

E per porsi le domande giuste è necessario svuotare la nostra conoscenza di quelle informazioni che rischiano di portarci esclusivamente verso risposte preconfezionate, suggerite dalla mente collettiva condizionata.

Prima di disimparare, dobbiamo svuotare la nostra tazza di tè per essere pronti a vedere con gli occhi del principiante che non vede le poche soluzioni dell’esperto bensì ne concepisce mille, tutte nuove, fresche, creative.


Fonti:

[1] https://www.statista.com/statistics/617136/digital-population-worldwide/

[2] https://www.broadbandsearch.net/blog/internet-statistics

[3] https://datareportal.com/global-digital-overview

[4] https://datareportal.com/reports/digital-2023-united-states-of-america

[5] https://www.oberlo.com/blog/internet-statistics

[6] https://www.internetworldstats.com/stats.htm

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